lunedì 23 dicembre 2013

ISF 047 - slitta rossa

Data astrale. Due giorni al compleanno di 'Slitta Rossa', com'è chiamato su Komodo 4 quel soggetto che tutti conosciamo. Lì non porta proprio doni... ma questa è un'altra storia.
Visto il periodo non vi massacro di parole e vi lascio liberamente scaricabile un mio ebook, come piccolo pensiero, augurando a tutti...

LA FORZA SIA CON VOI

http://www.ebookgratis.net/ebook.asp?id=566

giovedì 19 dicembre 2013

Kipple.it: I 40 (divertentissimi) consigli di scrittura di Um...

Hasta internauti. L'attimo di assenza è perchè non c'ero. :)
Comunque ripartiamo con un gran bell'articolo postato da Bommarito su Kipple...

Kipple.it: I 40 (divertentissimi) consigli di scrittura di Umberto Eco...: Dopo avervi illustrato i consigli di scrittura di molti dei più importanti autori del fantastico (se siete curiosi potete consultare la ...

venerdì 13 dicembre 2013

ISF 045 - infinity fog

Data astrale. Su 'Infinity fog' c'è il festival del prog-metal: da non perdere.
Questa sera la nebbia è letale. Per sopravvivere psicologicamente al colpo sono in terapia d'urto, con le cuffie in testa e gli Axxis a palla. Quando ci vuole ci vuole.
Stasera quindi: haevy-metal e zen.
Piazzo un pezzo di capitolo tratto dal libro 'Godzilla e altri sogni - Blue Oyster Cult'
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Un esempio di come l’azione musicale può smuovere la mente verso direzioni fantastiche?
Sono un esperto in materia. Uno su tutti, dopo le prime due canzoni in stato ‘zen naturale’, recentemente, ascoltando Some Enchanted Evening credo per la milionesima volta, scatta Astronomy. La mente (libera da effetti dopanti di qualunque tipo, tengo a precisarlo, quindi nel caso specifico la psicologia contorta è tutta farina del mio sacco sballato) si è posta in uno stato di attesa.
Le prime note, lente, hanno dato vita a un’immagine di mondo primordiale, saturo di monti e foreste vergini. La situazione è di calma apparente, cielo carico di nubi da tempesta imminente. L’intro musicale prosegue, i bassi sono pieni e la struttura del pezzo inizia a prendere forma mentre il cielo è un blocco unico e i lampi scaricano in linee spesse e dirompenti. Il cambio di ritmo è potente come una molotov degna di Dei della Guerra che esplode, il cielo si squarcia, strappato da altrettali divine mani che si aprono il campo pronte a combattere. Il mondo primordiale subisce l’entrata come calpestato da giganti, rimpicciolisce fino a sparire lasciando la primarietà di soggetto ai due divini (o alieni) antagonisti. Chitarra, voce e base d’accompagnamento si completano in un blocco unico crescente, mobile nella schermaglia verbalmente muta dei contendenti.
Mai letto ‘Signore della Luce’ di Roger Zelazny? E’ un romanzo del 1967, attuale ancora ora come lo sarà fino a data da destinarsi, in cui il vecchio saggio della fantascienza riporta e spiega gli dei Indù in un futuro fantastico e lontano, dove scienziati terrestri si sono dati poteri semidivini grazie alla loro superavanzata tecnologia e il nome degli antichi dei. Una pietra miliare della letteratura SF. Se vi capita tra le mani…
Ero rimasto ai due Dei, e al primo ‘solo’ di chitarra lo scontro inizia. La volta planetaria prende fuoco mentre le foreste sottostanti si aprono e schiacciano come un prato d’erba spazzato dal vento di bora. Negli scuri generici, lampi di luce e flash più duraturi, che vanno per tutte le tonalità sfolgoranti dal giallo al rosso, accompagnano i due samurai-maghi con tanto di corazzature tecno-medioevali nel loro susseguirsi di colpi e parate. Katane (spade lunghe) immense ed energie universali si scontrano e infrangono in una lotta che non lascia premesse di un vincitore, nella solita metafora ritrita sul dualismo e sull’equilibrio: bene/male, Yin e Yang, maschile/femminile e via così.
Si ritorna al riff portante con la sua magica lentezza, una dinamo che gira e gira per ricaricare le batterie e arrivare alla prossima esplosione di energia. I due Dei sono rimasti ansanti, invisibili, la calma apparente del mondo primordiale è l’icona classica, scontata, di un’eventualità post-catastrofe. Il nero del cielo è minaccioso, i presagi terrificanti. Lo scontro e la musica ampliano l’aspettativa e la portata oltre il cielo, verso l’universo, con la visuale che si innalza ‘oltre’ a inglobare pianeti, un sole sbiadito e appena presente nonostante tutto, e un vuoto di punti stellati che non ha senso osservare. All’assolo portante, duraturo, favoloso, che Buck Dharma inizia similmente a un gong tibetano, piazzando ulteriori poche e significative note simili a mazzate su un incudine per poi scatenarsi in una sonata dar far invidia allo stesso Creatore di tutto, per gli Dei è nuovamente battaglia. Figure ancora più gigantesche all’apparenza, nel concerto universale sono solo esplosioni in allontanamento su un pianeta. La musica prosegue e invade l’Intero, l’universo trema, prende ad aprirsi e a perdere le prime briciole, a essere percorso da immense e potenti energie che spaccano il continuum come un foglio di giornale strappato. Il ‘nero del nulla’ prende a farsi largo nel ‘nero dell’universo’ che sta surclassando i colori della battaglia, in uno scalare di sovrapposizioni in cui, finita la musica, finisce la visione… nel niente.
E’ silenzio.
I pochi attimi successivi paiono secoli di fermo-immagine in cui nulla pare crescere in se stesso. E’ un’assurdità visiva: fissità-mobile… ma è proprio lei, è così, indescrivibile almeno fino a che un punto luminoso, subito dopo riconoscibile in una figura dorata seduta nella posizione del fior di loto, s’ingrandisce fino a poterlo discernere in un Buddha immobile con la chitarra in grembo.
Parte la canzone successiva, il Buddha apre gli occhi, sorride. Lascia scivolare la chitarra nel vuoto sotto di lui, si guarda la maglietta in cui le lettere B O C sbroccano in raggi come solida sostanza e si mette a ballare (non serve un piano d’appoggio) seguendo il nuovo agglomerato di note…
Ma questa sarà un’altra storia, o un’altra rock-visione.
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Buona serata. E che la Forza diradi tutte le nebbie del mondo, specie quelle dentro alle nostre teste bacate.

martedì 10 dicembre 2013

ISF 044 - urania

Data astrale... Vega 3 è esploso, ma a noi sarà dato veder sparire dal cielo un piccolo puntino luminoso, già di per sè poco visibile, solo tra un tre secoli abbondanti. Chissà se avrò impegni quella sera.
Sto giro vi posto una storiella breve, da quel libro che prima o poi butterò fuori.
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Come disse Mark Twain: - Quando Dio creò l’uomo, era già stanco. Ciò spiega molto.
Poniamo il caso che io sia credente, in qualcosa, in qualunque cosa. È solo un’ipotesi poiché anche una discreta dose di alcolici non basta a farmi ammettere di credere (non è vero, credo, ma devo pur scrivere...). Credendo posso effettuare una ricerca, continua, assoluta, decisa, e arrivare al risultato: la chiarezza. La conferma del ‘credo’.
Come si fa quindi chiarezza?
Con la ricerca. Nello specifico, per porre una differenziazione che non esiste, per l’ateo è solo ricerca, per il credente è ricerca spirituale, per lo studioso è ricerca scientifica. Ci si pongono domande e si cercano risposte. Se le risposte si trovano e sono soddisfacenti, ecco la chiarezza.
Poniamo il caso che io non creda, perché essere ateo è un ulteriore modo di credere e non vale come esempio, ovvero cercherò qualcosa in cui non credo, una ricerca senza cognizioni di sorta, smarrita nel suo globale smarrimento, eseguita in maniera malandata e superficiale.
È dura arrivare alla chiarezza per il credente, qualunque sia la credenza, impossibile per chi non crede.
Cercare la chiarezza è un’altra faccenda rispetto al solo cercare. Detto in versione non atea, elaborare e maturare spiritualmente è parecchio differente dal solo occuparsi di spiritualità trascorrendo il tempo. E il tempo disponibile, che ribadisco non esiste nonostante gli orologi, è quel lasso in cui prima nasci e poi muori. E quel lasso inesistente di tempo in cui devi capire che cacchio ci stai a fare in questo brevissimo periodo chiamato vita. Questa è la chiarezza da raggiungere.
Forse certi dilemmi è meglio non interpretarli più come tali e, con un certo livello di pace interiore, arrivare a renderli affrontabili. Accettarli. E da qui, il mio saggio bevitore interiore mi sta suggerendo una massima non da poco: - Se te ne sbatti le balle, un problema non sarà mai un problema.
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Hasta internauti, buonanotte...
mi era anche molto simpatica la versione 'Mark Twain' risorto nel 'ciclo del fiume' di Philip Josè Farmer... così per dire... siamo in zona 'fanta'. Ci sta.

domenica 8 dicembre 2013

ISF 043 - capitan low

Data astrale. Location: forever fog. Potrebbe essere giorno, non si capisce.
Vi presento un buon scrittore e un ottimo blog, l'accoppiata è semplice: il secondo ha pubblicato un'intervista del primo. Restiamo in ambito dell'io scrivo fanta...
Buona giornata, internauti.


venerdì 6 dicembre 2013

Concetti Zen 2 da 'Il Guerriero di Luce' di Marco Milani (Scorpions - la...

Data astrale, Ma...
Quando le parole non vengono e soprattutto non ce n'è l'effettivo bisogno, basta ricordare che di parole è già pieno il mondo e la musica ha invece sempre il suo che, al di là delle sopravvalutate 'parole'.

mercoledì 4 dicembre 2013

ISF 041 - fly sourcer

Data astrale. Appunto... il ghiaccio attaccato al parabrezza potrebbe non essere proprio... troppe scie in cielo, ieri. Da togliere col 'raspino' ma con i guanti.
Come si dice su Annabis: non fare di tutta la merda un barile di metano. E meglio ancora, un detto di antichità Klingoniana: "wrrtghhrt runnbarr gronghrt it mthrughenrt" che è un'affermazione sempre valida nonostante le distanze spaziali che ci dividono; universale, sintetizzante ogni altra espressione.
La posso definire cosa mia/nostra, e se la pensate come, condividete.

Buona giornata, internauti.

ISF 040 - ainor

Data astrale. Compattamento multilunare visibile dall'emisfero nord di Dayna IV. Uno spettacolo...
Della serie 'io scrivo fanta', posto una recensione appena definita su un libro di un collega/amico bazzicante nel 'fanta'.

Buon proseguimento, internauti. La Forza sia ancora e sempre con Voi.

"Ainor l'Apolide di Vito Introna *  2013 - Loquendo"
Anche se ormai sta diventando uno scrittore navigato, nel suo modo di scrivere permane quella particolarità territoriale alla Camilleri, tanto per citare un autore di casa nostra, che rende un'opera di Vito Introna riconoscibile tra mille. Nulla di esagerato o fuorviante, anzi, solo piccoli segnali narrativi che apparendo durante lo svolgimento della storia la rendono unica e univoca, assimilabile al suo autore.
Questo quarto romanzo è un'evoluzione dei lavori passati e marca una direzione verso un rinnovamento mai domo, carico di ricerca al nuovo ma anche di attaccamento alla tradizione sf.
Leggere le avventure/disavventure di Ainor l'Apolide sembra quasi di guardare un film di fantascienza action, un lungo film di 400 e passa pagine in cui la staticità è bandita da quasi subito. Tempo di entrare in sintonia con la disillusione dell'antieroe e di seguirlo 'acrobaticamente' su di un filo virtuale sospeso nel vuoto in cui l'unica credenza è quella della sopravvivenza a ogni costo, spesso dovuta all'apparenza fortuita degli eventi, poi, si comprende, geneticamente voluta e ricercata aldilà della mente e della volontà, bensì tarata a livello di io incosciente.
Ainor è un artista di strada, in un futuro in cui dovendo scegliere chi mandare in croce tra lui e un terrorista, il Ponzio Pilato della situazione inchioderebbe personalmente l'artista senza nemmeno chiedere il parere al popolo. E' un futuro in cui io non vorrei mai vivere, apparentemente la massima degenerazione rispetto ai tempi nostri ma talmente simile, in realtà, che a mano che la narrazione prosegue si capisce, anzi si 'ricorda' che l'umanità era bastarda prima, lo è adesso, e lo sarà sempre.
Il sistema lo ha imbrigliato nelle sue macchinazioni, ma Ainor è il personaggio di Vito, molto simile a lui: controcorrente, reazionario, mai domo nonostante tutto. Cade e si rialza, perde, si rialza di nuovo, vince, ricade, prosegue... non si può fermare.
Il mio voto è … e non aggiungo altro. Leggetelo: non ha controindicazioni.


lunedì 2 dicembre 2013

Kipple.it: Fuck Yeah Spaceships, centinaia di navicelle spazi...

Data astrale, troppo presto. Certe mattine...
Oggi lascio un link interessante, veramente 'fanta', storicamente 'fanta...'

Buon proseguimento, internauti. La Forza sia con Voi. Mi sa che oggi potrebbe servire...

domenica 1 dicembre 2013

ISF 038 - hsf

Data astrale. Su Avalon si celebra il 'No fog day', su Cerbero è San Totka, sulla terra c'è il V-day...
Ho un sogno ricorrente, uno tra i tanti.
Vivo sempre nel mio paesetto abbarbicato al fiume Po come una piattola obesa su un gatto, ma è un paese di zombi dove tutti si comportano come una comunità normale. Una volta a settimana viene combinato anche un finto funerale. Il poliziotto locale fa da apripista al corteo, il prete canticchia a rate il suo requiem durante il percorso, l’impresario delle pompe funebri guida lentamente la Mercedes che trasporta la salma, gli astanti si fermano ogni tanto a raccogliere un pezzo di corpo che gli si stacca di dosso. Il becchino attende tutti quanti davanti al cimitero. Il morto è estratto a turno con una lotteria.

Hasta internauti, che la settimana inizi nel modo giusto e finisca presto.

venerdì 29 novembre 2013

The Badpiper - Freedumb

Extra data astrale.
Ci sono momenti in cui mi viene da credere che dio esiste...

ISF 036 - ratsanara

Data astrale, veg 12 punto3 dallo zenit di Alcor.
Buon pomeriggio internauti, sto giusto girovagando tra i miei vari appunti in cerca di idee da 'riapplicare' nel narrato. Guarda caso, invece, mi scappa fuori un po' di 'zen' sbattendo il naso in una frase di Ratsanara, cui avevo aggiunto una riflessione...
“Colui che realizza la verità del corpo può in seguito arrivare a conoscere la verità dell’Universo.”
Partiamo in balìa delle metafore paragonando il corpo a una scarpa. Con l’avanzare dell’età, l’avviluppo di situazioni, l’incancrenimento dei problemi questa scarpa diventa spesso stretta da indossare. Non ci si cammina più bene. Verrebbe voglia di buttarla ma purtroppo, non è una scarpa di quelle che si può cambiare. Non rimane che adattarsi. Quel che tendiamo a fare è appunto di dare la colpa alla scarpa, dimenticando chi c’è dentro a quella scarpa, il piede, colui che soffre in prima battuta, magari lui stesso la causa per il dolore da ‘scarpa stretta’. Con questo non dico che risolvo il caso tagliando le dita al piede cosicchè la scarpa diventa della giusta misura, era appunto solo una metafora e forse non proprio la migliore per indicare di non guardare solo all’apparenza o ad una soluzione suggerita o di tendenza.
Ovvero: se scarpa e piede sono le due facce della stessa medaglia lo sono pure corpo e mente, indissolubili l’uno dall’altra. Il problema è uno da affrontare unitamente, non solo scarpa, non solo piede.

Meditate friends... meditate...

martedì 26 novembre 2013

Savatage - Believe

Data astrale... Inverness sarebbe un buon posto per fare quel minimo di un paio d'anni di vacanze.
In ogni qual modo, internauti buongiorno, con un po' di sano MHR. Buon ascolto, e poi fino a sera la Forza sia con Voi.

lunedì 25 novembre 2013

ISF 034 - zen e fantascienza

Data astrale. Il sole probabilmente sta macinando tempeste energetiche, o comunque qualche cosa di strano ci dev'essere, la mia cagnetta è tutto oggi che abbaia, anche al nulla.
Oggi mi è capitato tra le 'mani' il file di una cosetta abbastanza recente... "Zen e fantascienza". Una bella copiaincollata e il gioco è fatto.
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Rispondo al cellulare, non subito perchè la suoneria di X-file ci mette un po’ a farsi sentire, deve crescere e... “pronto! Egregio Conte C...”
M. vuole un articolo, e gli piacerebbe qualcosa sempre di fantascienza “che è roba tua” (abbastanza vero) ma anche in estrapolazione con lo zen “che mi dicono tu sei l'esperto” (non esageriamo, comunque grazie). Scrivo del primo e 'vivo' nel secondo, ci provo per entrambi. E articolo sia!
Cos'hanno in comune zen e fantascienza? Tutto e niente.
Sono entrambi percorsi di ricerca e quindi ‘liberi’ di poter essere tutto e niente, e volendo, di non far perdere tempo in dubbi e discussioni che non hanno nulla a che vedere in relazione a ciò che non interessa, andando per la loro semplicistica direzione. Hanno la capacità di attuarsi entrambe a livello mentale e non essere fisicamente riscontrabili, anche se il ‘crederci’ e la possibilità di realizzarsi (l’una spiritualmente, l’altra fisicamente) le rendono veritiere e quindi accettabilissime. Restiamo quindi in ambito ideologico, applichiamolo a noi stessi, e attraverso queste ‘nostre’ idee possiamo giungere a ‘svestire’ il potere creativo dei nostri pensieri, liberandone il potenziale a cambiare in meglio la nostra esistenza apprendendo a sostentarci di pensieri positivi.
Un appunto sul termine zen, che a voler essere pignoli sarebbe solo la sintesi, riduttiva, recente (però molto meno dell’iperusato new-age), giapponese, per indicare una linea di pensiero spirituale di parecchio più antico (eterna?) e non locabile in un unico ambito e tempo.
Dico zen e penso al passato, dico fantascienza e la accosto al futuro. La coscienza globale che ci accompagna commette un errore (uno dei moltissimi) rimanendo statica su questi clichè. I vimana che sfrecciano nei cieli dell'India (stante i Veda, le Upanishad, il Mahabharata e compagnia bella dei miti Indù) sono veramente passato remoto? Non fantascienza? Lo scorrere del tempo potrebbe benissimo essere come il criceto che cammina nella sua ruota, che ogni pochi passi ritocca lo stesso punto e così prosegue a oltranza. Ovvero il passato potrebbe essere il futuro o il trascorrere del tempo (che non esiste, stando in tematica zen) è solo fotogrammi differenti di un’unica immobile eternità. E al termine ‘fotogrammi’ non riesco a non soffermarmi su un’associazione che esce spontaneamente e non è per nulla fuori luogo: simbologia.
Un simbolo, che sia un’immagine o un oggetto collegato a un archetipo, anche in forma di espressione verbale o singola parola o singolo suono (vedi mantra), svolge la mansione di unificare il mondo esteriore (di simbologia materiale ma con un accezione interiore) in una configurazione percettiva spirituale, assolutamente intuitiva, in uno stato totalmente cosciente. Per questo il simbolo ha il compito intrinseco evocativo verso un avvenimento interiore, e spronato da un orientamento esterno, di unificazione. L’universo della materia fuso con quello dell’anima umana (che è anche emozione, spirito e pensiero).
Da qui ci ricolleghiamo al linguaggio, mezzo espressivo abituale che usa parole, ognuno a modo proprio (esempi: scienza più concettuale, religione più simbolico). Le parole sono semplici vettori di comunicazioni utili per risvegliare pensieri e sentimenti, i concetti servono per comunicare idee-concetti, i simboli per manifestare considerazioni-percezioni- sensazioni.
Swami Shivananda disse: “il prâna è la somma di tutte le energie contenute nell’universo”.
Il Prâna praticamente è un’unica energia, che però si manifesta apparentemente composta di più elementi diversificati su funzionalità diverse. E’ l'energia indistinta che permea e anima l’intero creato e che si manifesta in ogni luogo e in ogni momento con aspetti sempre discrepanti. Il prâna è pensiero. Scientificamente (o fantascientificamente) il prâna è magnetismo, gravitazione, radiazioni e quant’altro.
Noi esistiamo immersi prâna.
Sapete che vi dico? Comincio a crede che non c’è poi tutta questa differenza tra zen e fantascienza, con punti di contatto e similitudini… con qualcosa in comune che comincio a non sapere più che cosa sia effettivamente. In ogni caso possono star bene insieme, letterariamente parlando. Esempi lampanti? Un paio per tutti, a gusto mio: Io, l’Immortale di Roger Zelazny, scritto nel 1966 e il successivo capolavoro datato 1967 Signore della Luce (se li cercate sono usciti ultimamente su Urania collezione). ‘Storia’ della fantascienza (voleva essere una battuta…)
Mitico Zelazny. Poggiandosi sulla mitologia induista e sfruttando le massime di pensiero, con un’intuizione fuori del comune. Intuizione… forse una sua facoltà mentale talmente sviluppata da essere in grado di fargli percepire realmente un significato di dimensione spirituale, e soprattutto renderlo capace di trasferirlo dal pensiero astratto a idea concreta (romanzo di fantascienza). Il percorso simbolicamente equilibrato nel trittico spirituale zen: amore, sapere, potere.
A sto punto mi devo ricredere: non c’è assolutamente differenza tra fantascienza e zen, sono la medesima cosa. E quindi, finiamo l’articolo con una massima da: il Libro del Nulla di Hsin Hsin Ming.
“La Grande Via non è difficile per coloro che non hanno alcuna preferenza. Quando Amore e Odio sono entrambi assenti ogni cosa diviene chiara e viene svelata. Ma fai la più piccola distinzione, e paradiso e terra saranno infinitamente lontani. Se desideri vedere la verità non parteggiare a favore o contro. La lotta tra ciò che uno vuole e ciò che non vuole è la malattia della mente.”


n.b. reserch with Google image.

Buonanotte internauti.

sabato 23 novembre 2013

ISF 033 - rain...

Data astrale. Rain...
Oggi è giornata tendente all'interiorità, al silenzio, alla meditazione. Perlomeno qui, sul pianeta 'Rain'. Quindi...


Buon weekend, internauti. La Forza sia con Voi.

giovedì 21 novembre 2013

ISF 032 - snake

Data astrale. Un giorno strano... il cielo è di un tono 'metallico' quasi riflettente.
Continuo a scrivere a tempo molto perso, balzando qua e là tra idee malmesse, robette da revisionare ed 'eterni incompiuti'. Lo so, non è un gran metodo ma la vita è fatta di periodi balzani, quindi non resta che accettarli e adattare il 'possibile' al 'possibile'.
Il racconto del 'FRATE...' ha fatto un passo avanti, ecco dove sono arrivato.
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Aromi tiepidi di fresca umidità portati da brezze silenti. Un tuono in lontananza, ineluttabile nel suo riverberare distante di false minacce annunciate. Non lì, né adesso né mai. Nessuna tempesta in arrivo preavvisata di un carico di nubi nere a grigie a rincorrersi in cielo in un'insensata competizione, nulla. Troppo distante. Era su Akron, non più sulla Terra, e qui, anche le tempeste erano pigre, fatiscenti, solo ipotesi di furore naturale.
Miroch avanzava in un incedere lento, forzatura da adattabilità in scarsità di ossigeno, tipica del pianeta nei tardi pomeriggi estivi con il sole incendiato a sbiadire nel pallido rosso minio della sera,
e nelle zone d'altura, sempre, oltre i mille Par. Solo con l'abitudine aveva imparato a evitare i fragorosi mal di testa di una corsa 'non dovuta' e l'inalazione eccessiva di freon a causa di una respirazione troppo rapida. Veleno puro, che la circolazione sanguigna faticava a smaltire.
Crosta gli trotterellava a fianco, mezzo metro di canide autoctono dal pelo folto e scuro come una notte senza lune.
Guardandosi attorno faticava a ricordare luoghi con paesaggi diversi, ma rievocava i motivi, spesso come incubi, che l'avevano condotto fino al confine ultimo dell'universo: una fuga per la sopravvivenza, una fuga da se stesso. Un mercenario con rimorsi di coscienza poteva solo crearsi nemici, e tra i più pericolosi. Akron era un luogo solitario, remoto, selvaggio e incontaminato. Lui era probabilmente l'unico 'alieno' tra i radi nuclei di popolazioni indigene e atecnologiche: Ah'Pao, l'Ospite, com'era conosciuto nella tribù vicinale degli Oh'Nai, i 'Figli della Montagna'.
La rara fauna stava già dormendo e la strana quiete che completava l'insieme gli andava creando un notevole senso di insofferenza paranoica. Quando Crosta iniziò a ringhiare con la cresta iliaca fremente innalzata in tutta la sua lunghezza, portò la mano al teser, istinto d'altri tempi e luoghi. Si sfiorò le labbra repentinamente inaridite corrugando la fronte e prese a scrutare tutt'attorno, cercando di insinuarsi nelle particolarità di sfumature della bassa e rada boscaglia con relative penombre rossastre.
Tutto era muto. Il suolo antistante era scoperto ed esplorabile con uno sguardo, niente poteva nascondersi. Uno schiamazzo alle sue spalle a pochi passi lo convinse per un attimo del contrario. Prese a voltarsi con il teser spianato e annunciò: - Non fare un altro p...!
La testa romboidale di un gigantesco rocker si stava alzando lentamente dal terreno mentre le spire si avvolgevano nella classica raccolta pre-balzo. - Merken! - esclamò - Scura e puzzolente! - Il serpente delle rocce era un fuori misura veramente impressionante, lungo almeno una dozzina di metri e spesso un braccio robusto. In cinque cicli di permanenza su Akron il più grosso in cui si era imbattuto era lungo nemmeno la metà.
Crosta divenne furioso e prese ad avanzare a piccoli e nervosi spostamenti zigzaganti verso il rocker, che lo aveva preso in vista e accompagnava a specchio nei movimenti con minimali scatti della testa a destra e sinistra. - Fermo! Crosta... - gli intimò in tono autoritario. Stava per allungare una mano ad afferrarlo, ma ricordò che non era un cane terrestre e desistette. “Mai accarezzare contropelo un woler” rammentò il detto Oh'Croni mentre il suo amico quattrozampe si accucciava continuando a ringhiare di bassi impetuosi.
- Buono Crosta! Buono... ci penso io. - Il woler non aveva possibilità contro un rocker, troppo rapido anche per lui. Prese un respiro e iniziò a strisciare un piede dietro l'altro, obbligandosi alla lentezza e ai minimi movimenti del corpo. - Fermo Crosta. Fermo... vieni con me... piano! Piano... - lo ripropose di continuo come un mantra, tra un fiato rapido e l'altro, sperando che lo ascoltasse.
Il serpente delle rocce continuava a raccogliersi in spire, lo faceva non solo in attacco ma anche normalmente per muoversi: con un balzo primario i rockers arrivavano a venti metri, a cui seguivano un'altra mezza dozzina abbondante di rimbalzi più brevi per raggiungere distanze globali consistenti. “Chissà questo” pensò. Se non mandavano segnali aggressivi magari avrebbe saltato per la sua strada, era comunque meglio arrivare a essere abbastanza distanti per rispondere di teser a un attacco, sperando di riuscire a percepirlo in anticipo.
- Vieni Crosta. Piano... - continuò a ripetere, tempo indefinito, arretrando passo passo.
Sentì linee di sudore scendergli per la schiena, la tensione furente. Qualche secondo e un suono percorse l’aria. Dapprima indistinto, poi meravigliosa melodia in crescendo a saturare l'insieme. “Ah'Mohn-Ri... cacciatori del vento.”
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Detto ciò, è lampante che mi sto addentrando per vie complesse, forse troppo, per quello che doveva essere una cosina breve. Ma è divertente. :)

Alla prox, miei cari internauti. 

martedì 19 novembre 2013

ISF 031 - euscorpius italicus

Buongiorno internauti.
Data astrale, un giorno come un altro d'autunno stile Matrix...
Stanotte ho sognato scorpioni. Significherò qualcosa? Mah... Percui, immagino interesserà a tutti, una chicca stile Wiki.
"Euscorpius italicus. E’ la specie più grande presente in Italia (può raggiungere i 50 mm di lunghezza, ma sono noti esemplari anche più lunghi). Si presenta di solito di colore nero, ma può variare fino al bruno, con il telson e le zampe che possono tendere al rossiccio. E’ la specie più sinantropica e xerofila, e spesso gli animali trovati in case, legnaie, o cantine sono E.italicus. In questo senso, gli adulti di grandi dimensioni sono abbastanza identificabili. La coda sottile (tipica delle specie, poco o niente velenosa) è tipica di tutto il genere Euscorpius. Solo la disposizione dei tricobotri, soprattutto per i subadulti ed i giovani, può distinguerlo dalle altre specie presenti. E’ una specie molto diffusa in Europa. Oltre all’Italia, è presente in Nord Europa, Balcani, Russia, Turchia, Grecia, Nord Africa."
Per dire che qui, anche, ci si informa.

domenica 17 novembre 2013

ISF 030 - andromeda

Data astrale. Wrthring hirrrsen myifgjangr. Mica briscola quindi, giornata importante.
A… come Andromeda.
“Mi serve un articolo SF. Uno spunto: mi piacerebbe si parlasse di A come Andromeda, per dire che in Italia un tempo c'era anche la cultura dello sceneggiato di fantascienza.”
“E chi se lo ricorda, ero un ragazzino quando è andato in onda…” è stato il mio pensiero leggendo l’affermazione di G.M.
Comunque non c’è problema, se la memoria è labile ci si informa. Nell’era telematica dov’è che vai alla ricerca di informazioni? Internet. E quindi: Google… digito ‘Italia, sceneggiato, fantascienza’. Sfoglio qualche link prima di capitare su serietv.net e la ricerca di informazioni, poco dopo, si trasforma un’invasione di ‘ricordi’.
Li ho visti tutti. Non quasi tutti, tutti.
‘Spazio 1999’… in onda dal 1975 al 1977; avevo undici anni e non me perdevo uno. ‘I sopravvissuti’… stesso periodo; la mia facoltà mnemoniche mi dicono qualcosa ma non abbastanza chiaro, perlomeno si stanno rimettendo in moto. ‘Belfagor’ nel ’72; visto in parte nascosto sotto il tavolo – a sette anni ci si sta – e seguito con molto interesse; ricordo che mi lasciò anche qualche incubo. ‘Il prigioniero’! il Numero 6…, e qui per poco non scappa una Ola, serie favolosa; ricordi di tifo da stadio e le mie prime, credo, costruzioni mentali su come fregare quel malefico pallone guardiano. Davvero erano il 1967 e ’68? Non ci posso credere.
Le immagini mi risvegliano sensazioni dimenticate e mi ripassano davanti: i Thunderbirds (non proprio uno sceneggiato ma ci può stare, sto scrivendo io e ce lo faccio stare); UFO – Minaccia dallo spazio, 1970, con quel fischio ipersonico che mi metteva i brividi. Il colonnello Foster il mio preferito.
‘Sapphire & Steel’… ho un momento di nebulosità. ‘Zaffiro e acciaio’ in Italia, dal ’79 all’82. Leggo la trama, e in effetti non l’ho seguito molto. In quel periodo pensavo alle ragazze.
‘Il segno del comando’ è del 1971 e ‘A come Andromeda’ l’anno successivo. Due produzioni italiane, era ora.
E Star Trek? Se non lo citavo almeno una volta…
A come Andromeda… se questo vuole G., questo faremo. Devo dire che è venuta voglia di riguardarmi John Koenig e soci, pure il Numero 6… a proposito, non ricordo se alla fine è riuscito a fuggire da quella strabenedetta isola. Immagino di sì. Una volta c’era riuscito ma poi l’avevano ribeccato.
A come Andromeda. Una produzione RAI in cinque puntate, la prima il 4 gennaio 1972 e via a cadenza settimanale. Potrei andarmi a calcolare in che giorno infrasettimanale ma non è il caso di perdersi su queste cose, vabbè la precisione ma non esageriamo.
I personaggi principali: Luigi Vannucchi è il Dottor John Fleming; Paola Pitagora interpreta Judy Adamson, addetto stampa/agente segreto; Tino Carraro è il Professor Reainhart; Nicoletta Rizzi è il risultato del progetto Andromeda; Gabriella Giacobbe è Madeleine Dawnay; Ezio Tarascio è il Colonnello Geers.
Ho visto le foto e i primi tre me li ricordo. Grandi nomi… Gli altri tre non mi dicono niente, manco le foto, essì l’ho visto A come Andromeda.
La trama la copio pari pari dal sito, ma non ditelo a nessuno.
“La storia si svolge in Inghilterra l'anno prossimo, come recita un cartello all'inizio di ogni puntata. Alla vigilia dell'inaugurazione di un rivoluzionario telescopio che dovrà scrutare lo spazio, giunge sulla Terra un segnale proveniente dalla costellazione di Andromeda. L'unico scienziato in grado di decifrare l'incomprensibile messaggio è il Dottor Fleming, geniale astronomo non molto amato dalle autorità britanniche per via del suo carattere ribelle e insofferente alle regole. Il segnale di Andromeda è in codice binario e Fleming comprende che si tratta delle istruzioni per costruire un supercalcolatore che consentirà alla scienza di fare un clamoroso balzo verso il futuro.”
Continuando la ricerca mi salta fuori che… A come Andromeda non è una produzione originale italiana (mi pareva strano, in effetti) ma: A for Andromeda è andato in onda ben undici anni prima, nel 1961, sulla BBC.
Accidenti! Sceneggiato tratto da un soggetto dello scienziato e scrittore britannico Fred Hoyle… Scritto per la TV da John Elliot…
Interessante questo sito SFquadrant.
Ho anche notizie dei miei preferiti: The Prisoner, Il Prigioniero e UFO.
“Il protagonista è un agente governativo top-secret che dà le dimissioni senza spiegarne i motivi.” Vero! Adesso che l’ho letto… “Immediatamente viene rapito e trasportato in un misterioso ed enigmatico villaggio isolato dal mondo in cui viene imprigionato e identificato come numero 6. Il numero 2 è incaricato dall'invisibile numero 1…” odiavo l’invisibile numero 1 “di estorcere informazioni vitali al prigioniero. Il braccio di ferro tra il prigioniero e i diversi numeri 2, che si alternano nei vani tentativi di piegarne la resistenza, dura per 17 episodi da 50 minuti. Innumerevoli i tentativi di fuga del numero 6 tra macchinari ultra-tecnologici, situazioni surreali, e atmosfere allucinatorie. Assolutamente Inimitabile e quindi da non perdere.”  Va bene basta così. Ho sentito che le serie di telefilm va di moda scaricarle dalle rete. Chissà se questa c’è.
Con UFO mi sono saltati fuori Gerry e Sylvia Anderson. L’effetto password è scatenante, i due Anderson hanno scardinato un qualche lucchetto nella mia testa… la SHADO, Ed Straker, base luna, gli intercettori, gli Skydivers.
Gongolo di bei ricordi…
Ok ragazzi. Mi sono perso, finiamoli qui. Quando hanno fatto A come Andromeda ero un pirolino di sei anni e nel frattempo di anni ne sono trascorsi altri..., la mia funzionalità mentale se la cava quando riesco a decifrare i memo che lascio in giro dappertutto. L’ho visto A come Andromeda, mi era piaciuto ma non ricordo altro. Sarebbe il caso di rifarle vedere ‘ste benedette serie, o devo continuare a sorbirmi i vari Carabinieri, Maria De Filippi e tentare in tutti i modi di evitare Vivere & C.?

giovedì 14 novembre 2013

ISF 027 - la forza

Data astrale... variabile. Le tre lune di Garhemon sono in allineamento, percui ognuno può scegliere che giorno è (tradizione che continuo a non capire).
Con poche parole di lontana sapienza Deng Ming-Dao disse: “Raddrizzare ciò che è storto, lasciar fluire ciò che è diritto. Radunare acqua, fuoco e luce. Rendere il mondo un unico punto.”
Non ha inventato niente nemmeno lui, diciamolo chiaramente e non certamente per denigrare questo grandissimo personaggio della storia d’oriente, però nessun saggio ha insegnato all’uomo come respirare, muoversi, nutrirsi o riprodursi. Il problema, se tale lo vogliamo considerare, non è la natura dell’uomo ma appare nella sua psiche che ha costantemente e sempre con maggior accanimento ‘dimenticato’ la sua naturalità, dapprima accantonandola, poi sostituendola arbitrariamente con ‘parti mentali’ sempre più assurdi e complessi. Con che risultato?
Lo abbiamo chiaramente sotto gli occhi, tutti i santi giorni.
Meno male che io scrivo fanta, perciò sono abbastanza svampito da riuscire a fregarmene...

Buona serata, internauti. La Forza sia con voi.

martedì 12 novembre 2013

ISF 026 - darth vader

Data astrale. San Darth Vader martire, su Callisto 3: protettore della casta guerriera degli Space Invaders.
Ora dell'Alaska, primo pomeriggio. I pinguini scioperano per protestare contro la voce che vuole il ministro italiano Galan a bissare il viaggio glaciale in antartide anche a nord.
Ok, volevo lasciare fuori la politica dal blog, ma questa mi è scappata.
Detto ciò, ribadisco il 'messaggio' di Nirargadatta Maharaji, ovvero di rimanere sempre presenti con il senso di 'Io sono', di immergersi in esso e restarci finchè mente ed emozioni diventano una sola cosa con esso...
Anche Letta & Company sono solo uno scherzo di cattivo gusto della nostra mente.

Quest'oggi va così. Mai più politica, lo prometto.
Hasta, compadres internauti.

domenica 10 novembre 2013

ISF 025 - frate spinatore

Data astrale... lasciamo stare, ma ieri andava di 'castagne e brulè', e non per fare polemiche, anche i Klingon hanno le loro belle tradizioni autunnali.
Io scrivo fanta e ogni tanto me lo ricordo. Sempre ieri ho iniziato l'ennesimo racconto che prima o poi finirò, forse. Sono quei lampi che arrivano, chiari e pimpanti di energia letteraria, che devi buttare su carta (pc) con immediatezza nonchè in fretta, finchè l'immagine narrativa è fresca e nitida in una mente in subbuglio creativo.
Il titolo è stata la partenza: LA LEGGENDA DEL FRATE SPINATORE.
Dopo castagne e brulè e metà mattinata,a pranzo una birra scura non fermentata col frate impresso sull'etichetta può essere parecchio ispiratrice. Finito il pranzo, via al pc: ecco cosa è arrivato, a iniziare. Da lì, trarne almeno un racconto decente di fantascienza... la vedo grigia?... No dai, mai dire mai.

Aromi tiepidi di fresca umidità portati da brezze silenti. Un tuono in lontananza, ineluttabile nel suo riverberare distante di false minacce annunciate. Non lì, né adesso né mai. Nessuna tempesta in arrivo preavvisata di un carico di nubi nere a grigie a rincorrersi in cielo in un'insensata competizione, nulla. Troppo distante. Era su Akron, non più sulla Terra, e qui, anche le tempeste erano pigre, fatiscenti, solo ipotesi di furore naturale.
Miroch avanzava in un incedere lento, forzatura da adattabilità in scarsità di ossigeno, tipica del pianeta nei tardi pomeriggi estivi con il sole incendiato a sbiadire nel pallido rosso minio della sera, e nelle zone d'altura, sempre, oltre i mille Par. Solo con l'abitudine aveva imparato a evitare i fragorosi mal di testa di una corsa 'non dovuta' e l'inalazione eccessiva di freon a causa di una respirazione troppo rapida. Veleno puro, che la circolazione sanguigna faticava a smaltire.
Crosta gli trotterellava a fianco, mezzo metro di canide autoctono dal pelo folto e scuro come una notte senza lune.   (e poi vedremo come proseguirà...) 

Hasta, internauti. Alla prox.


venerdì 8 novembre 2013

ISF 024 - it

Data astrale. Terzo quarto di luna su Teta Parix.
Il cielo è di quel blu grigiastro, come una vecchia scatola da scarpe ammuffita. L’odore di polvere nell’aria è uguale, irrita la gola e fa venire voglia di bere cedrata. Perlomeno il giallo grida un po’ luce, anche se è richiuso dentro una bottiglietta da 20 centilitri.
Il cielo è un tranello intellettivo naturale. Inizialmente lo guardi, resti rapito, scovi particolari favolosi nella generalità di stupende volte e orizzonti sempre diversi. In realtà osservare il cielo significa, a seguire il ‘tranello’ iniziale, attivare la mente su miriadi di argomentazioni possibili, probabilmente la forma di eventuali nuvole è l’input immaginifico che manda la scarica innescante rendendo operativa la relativa parte di cervello. 

Buona giornata internauti, se potete pensate poco e bene. E buon weekend.


lunedì 4 novembre 2013

ISF 023 - il tao

Data astrale. Martedì 5 novembre, 3^ festa nazionale degli Skanron sulla luna Poseidon.
"Le risposte non sempre danno quello per cui sono state fatte le domande."
Me lo disse una volta il maestro Yoda (la mia versione personale) e aggiunse: "Ma le domande, bisogna proprio farsele? Tenendo presente che quasi tutte sono minchiate inutili. E soprattutto, qual era la domanda?"


sabato 2 novembre 2013

ISF 022 - il guerriero di luce

Data astrale 'Halloween e dintorni'.
Oggi post letterario 'zen', tratto da ... che prima o poi mi deciderò a pubblicare.
- - -
Halloween, festività da terzo millennio importata d’oltreoceano. Che palle!
Con l’ultimo e profondo pensiero, intabarrato nel mio antico ‘Chiodo’ guardo scorrere l’acqua del canale a velocità quasi zero. Il sole malatissimo riesce a posarsi sull’acqua dando un minimo di luminosità a un color marrone-azzurro tutt’altro che limpido. Non si sta male.
Nel silenzio di una mattina autunnale, lo ‘sguaro’ di un Siluro ha la potenza dell’eco di una frana. Vedo le onde allargarsi concentriche qualche metro più in là e lancio il mozzicone della Lucky verso quell’epicentro, lungi dal credere di arrivare a bersaglio. Più avanti il successivo ‘sguaro’ è sulla mia linea visiva, e per un attimo una bocca enorme ha fatto la sua apparizione a livello dell’acqua. Impressionante.
Mi immagino di lui, il pesce Siluro, e mi metto nei suoi panni: un extracomunitario importato a forza dal mitico Danubio ‘blu’ in una merda di canale artificiale padano.

Procedo tranquillo e lento, gongolando della temperatura perfetta dell’acqua, molto simile a quella di ‘casa’. Mi viene voglia per un attimo di andare a fare un salto al mare, ma non sapendo come cavolo arrivarci lascio subito perdere.
Sbadiglio. Risputo fuori qualche alga. Appena troverò un livello un po’ basso e qualche ramaglia aggrovigliata mi infilerò nel fango a riposare. Aspetterò il buio e poi ‘pappa’: pesci spero, anche se non è rimasto molto, vivi o morti chissenefrega; qualche vermicello d’antipasto, larve... Ho già fame al solo pensarci.
Che è?
Ancora! Qualcuno – brutta razza gli umani – ha buttato una ‘cicca’ di sigaretta. Prima vi bruciate i polmoni, vabbè, cazzi vostri, ma... avete i posacenere, no? Usateli.
Adesso vado su e glielo dico...
Ok. Lascio stare... lo conosco quello. Non è cattivo... ha già i suoi problemi...
Se non ci rivediamo prima, buon Halloween anche a te.
- - -
Hasta, internauti. Buon weekend.

venerdì 1 novembre 2013

ISF 021 - katana

Data astrale. Venerdì tardo meriggio.
Il primo novembre si gira in maglietta, mentre il 2 giugno eravamo ingiubbati.
Guardo ogni giorno in cielo e vedo scie... scie... scie...
Meditate internauti, meditate.
La frase di oggi è perfetta: 


"l'alcol non aiuta a risolvere i problemi, ma nemmeno il latte."


martedì 29 ottobre 2013

ISF 020 - films

Buongiorno internauti. Data astrale, mercoledì 'nebuli'. San Umidino martire.
Il sunto della mia ultima serata è stato vedere un film, fantastico, in tutti i  sensi. Talmente bello che non ne avevo sentito parlare fino all'altro giorno, e giunto a notizia per caso sui soliti inconcludenti (a volte utili, forse è per questo che continuo a passarci, anche se senza troppo dispendio energetico) incroci su social network.

Vi lascio un paio di link: la trama/storia e un video 'essenziale'.

Namastè... oggi vi è tendenza zen.

http://it.wikipedia.org/wiki/Powder_-_Un_incontro_straordinario_con_un_altro_essere

https://www.youtube.com/watch?v=w-LyxzSGiSs

venerdì 25 ottobre 2013

ISF 019 - diversa sintonia

Data astrale... (giornata di m... prime nebbie interstellari nella costellazione Padan est)
Il sole in questi giorni deve aver irradiato parecchio magnetismo extra, che aprire Google e Blogger sembrava un'impresa alla 'mago Oronzo'.
Oggi chicca Zen, dato che il tempo stringe (non mancheranno mai in questo blog, insieme a 'fanta' e dintorni letterari,  moto, heavy metal & hard rock, alcool a piccoli dosi e ironia).

"Le parole generano parole. La realtà è silenziosa."

Hasta, internauti.


martedì 22 ottobre 2013

ISF 018 - pazuzu

Data astrale. Martedì ore... ma non siamo troppo pignoli.
Oggi andiamo verso un altro che scrive fanta (iniziamo a far conoscere la 'categoria') con la recensione che ho fatto a un libro. E quando un libro merita, è giusto che abbia tutto lo spazio 'spaziabile' che si può trovare. Il libro è LA MASCHERA DI PAZUZU l'autore è Vito Introna.
Ecco la mia rece...
La quarta di copertina è quella che mi fa propendere alla lettura con un certo relativo stato d'animo. Ad esempio, se Alien vs Predator suona bene e da un tipo di input, Fiom vs Pazuzu è... diciamo un tantino meno 'epico' come spinta per iniziare.
Battute a parte, da Vito Introna ci si può aspettare questo e altro, ha un suo stile già improntato e riconoscibile per chi, come il sottoscritto, ha letto (corretto/editato/sgrezzato) i suoi primi due romanzi. Vito ha un'impostazione SF classica, e la personalizza con una visione locale-mentale tendente al 'sindacalista pugliese' nella versione positiva e costruttiva dei termini (che è ciò che lo rende originale e riconoscibile). Non è semplice dar corpo a un testo finito, ma alla fine sono state due opere più che discrete per un esordiente a libro.
Quindi mi sono apprestato a leggere con una riservata curiosità 'La maschera di Pazuzu', la prima opera oltre le mura familiari in EDS e dopo un periodo in cui Vito ha fatto esperienze non indifferenti come editor, publisher e direttore di collana, la prima in cui a priori non c'era stato un mio apporto. Una sorpresa totale.
Ci siamo. La sintesi del mio pensiero già dopo aver scorso pochi fogli. Ci siamo, e ottimamente, lo è stato fino alla fine delle 200 e passa pagine.
Il libro è brillante, inappuntabile dal punto di visto narrativo e tecnico. Con l'esperienza Vito ha trovato tutti gli equilibri che un romanzo deve possedere: tempi, luoghi, personaggi, periodi, scambi, lunghezze. Nessun eccesso descrittivo, nessuna carenza strutturale. I riferimenti sono frutto evidente di un'accurata ricerca, protostorica, teologica, etnica o geografica che sia. Il libro è un prodotto finale che si può considerare 'un libro', non è una cosa da poco in codesti tempi di superficialità letteraria.
Ma arriviamo alla storia, che evito accuratamente di riportare o questa mia sarebbe un riassunto e non una recensione. La noia è bandita e l'attenzione costante, il raccontare va parola dopo parola, frase dopo frase, nella sua evoluzione certamente particolare di personaggi non 'americanizzati' ma unici nel loro essere localizzati a pochi passi dalla porta di casa nostra, reali nella loro momentanea irrealtà situazionale, ben piazzati e diversificati, e singolarmente distinguibili nelle loro linee comportamentali e psicologiche. Gli eventi si susseguono coerenti nel loro svolgersi, sorprendenti al momento giusto, ben agglomerati nell'insieme e adeguatamente visibili sul fondo narrato. E' un fantasticare coerente, verificabile con criteri SF come da buona SF dei tempi che furono (ma sempre attuali). Si legge bene, i personaggi li ho visti: Silio è mio cugino, Felipe è tale e quale il mio benzinaio. Gli sciacalli, i robot... le immagini mi sono 'nate' in testa a mano che procedevo.
E' stato divertente leggere il Vito che conosco (scrittore sempre più esperto) e mi scoccia un po' dovergli dire che è stato veramente bravo (di solito lo 'insulto' amichevolmente), ma è giusto così. Ottimo lavoro Vito (non ti ci abituare).
Gli devo dare un voto? Butto un 9, ci sta.

Cari internauti, vi lascio il link, se volete...
http://www.editoriunitigds.it/prodotti.asp?shop=140&intProdID=22075

sabato 19 ottobre 2013

ISF 017 - yoda

Data astrale. Sabato sera (del gemellaggio con il pianeta Mongo).
La serata è particolare, di ricordi che viaggiano nello strano tepore di un autunno ormai impiantato. Fuori si stava bene, c'ero fino a due minuti fa. 

E' appunto serata di ricordi, lontani o meno, che riappaiono come i parenti dimenticati dell'Australia che ti piombano a casa senza preavviso.
Da bambino guardavo sbalordito gli spettacoli di fuochi pirotecnici, mia nonna mi teneva per mano. Era allora un gigantesco essere di un metro e cinquanta scarso. In un cielo trapuntato di stelle erano luci dai mille colori brillanti e le forme più svariate. Ed erano immense cascate, corolle, raggiere, fiori, serpentelli accompagnati da rumori altisonanti e fumo, ad addensarsi come nuvole basse. Fumo che visto da vicino trasportava delicatamente striscioline e coriandoli a sparire nel nulla. Pensavo ai pirati che bombardavano le navi per poi abbordarle, a eruzioni di lava infuocata, fantasticavo di roghi e magie, alternavo espressioni di sorpresa a sorrisi sinceri.
L’essere umano è materia. Materia sono la luna e le stelle.
L’essere umano è energia che parla e si muove. Si muovono anche la luna e stelle, sul parlare ho qualche dubbio ma propendo per il sì, è più probabile che non si riesca a sentirle.
Cellule, atomi, particelle sub-atomiche, quanti. Energia... Energia né creata né distrutta. Energia in continua trasformazione. Un giorno io sarò energia che diventa luna e stelle, un altro giorno la luna e le stelle saranno me (o un altro io) bambino che guardo sbalordito spettacoli di fuochi pirotecnici.
Oggi però i fuochi pirotecnici che scoppiettano in cielo non mi dicono più nulla. Le luci sono noiose e i rumori altamente fastidiosi. Riguardo in alto... e penso... e dopo un po’ capisco. Per far ritornare un sorriso perduto non servono gli spettacoli, bisogna ritornare bambini.

Hasta compadres internauti...


venerdì 18 ottobre 2013

ISF 016 - marduk

Data astrale, venerdì (in Alaska dovrebbe fare freddo).
In quanto scrittore 'fanta' oggi mi spetta un giorno di ferie. Il tempo di pensare... è mi è venuto un dubbio.
I babilonesi scrissero che prima che la luce fosse separata dall'oscurità e che il tempo avesse inizio, il dio Marduk scovò e distrusse Tiamat, drago nemico dell'ordine e suo progenitore. Spezzò il corpo a metà: con una modellò il firmamento,con l'altra la terra. Nei cieli, costruì una grande dimora per gli dei e istallò le stelle e la luna come guardiane del tempo. Con il sangue di uno dei figli di Tiamat, creò gli esseri umani affinché servissero gli dei.
Il dubbio è: chi cazzo siamo noi, e soprattutto, com'è che ci siamo ridotti così?
Forse è la nebbia che mi ha improntato la mente verso elaborazioni 'dark'. Nel frattempo, internauti, vi auguro una buona giornata.

mercoledì 16 ottobre 2013

ISF 015 - godzilla

Data astrale, 1 giorno di primavera sul pianeta parallelo Ulan Bator.
Parliamo di musica stasera? Sì dai... stiamo light, anche se come ho già detto per me la musica 'vera' è musica e il resto non lo è, affatto. Cosa intendo per vera musica?
Ecco un aneddoto:
E’ estate con cento gradi all’ombra. Ho appena finito di montare una serie di stand e scaricato montagne di tavoli e sedie. Becco la stradina a fianco della piazza perché ho adocchiato un bar: urge una birra fredda, forse due. Entro e ‘capto’ i Blind Guardian in sottofondo. Ci resto male, non è musica da locale. Il barista mi guarda storto e io non ho di certo un bell’aspetto, mezzo sconvolto dall’aver sfacchinato come un caterpillar. Il ragazzo ha la faccia da barista in gilet d’ordinanza e continua a farsi i cazzi suoi, io non ho la forza vocale di ordinare da bere però sbatacchio le mani e inizio a muovermi a ‘musica’. Il barista si volta, lo sguardo è cambiato con una punta di speranza e un angolo della bocca che tende ad alzarsi. Dico: Blind Guardian - Imagination from the other side. - Lui: sorrisone! Mi attacca un bottone chilometrico e alla fine, venti minuti dopo, mi fa pagare una birra invece di due.
(tratto da 'Godzilla e altri sogni...')

Concludo, miei graditi internauti con un pezzo degli Scorpions, in versione... un tantino alternativa.
Alla prox.
http://www.youtube.com/watch?v=3BUIAkD5VL0

martedì 15 ottobre 2013

ISF 014 - stonehenge

Data astrale, martedì  15 ottobre (oggi la faccio coincidere...)
Oggi vi racconto una storiella breve, un racconto zen da pianura padana estratto da un mio libro... che prima o poi uscirà. :)

Clicca qui, se vuoi, e leggi il raccontino zen 'Stonehenge' 

sabato 12 ottobre 2013

ISF 013 - ubuntu

Basta distrarsi un attimo e il tempo ti vola. Sembrano (a me) passati 5 minuti dall'ultimo post e invece... 4 giorni. 4 lunghissimi giorni... Non è cosa da blogger! Rimediamo immediatamente.
Data astrale, sabato, una certa ora serale... 21.15. Ci ho messo un attimo perchè con Windows guardavo in basso a destra, adesso sto sperimentando Ubuntu (stranamente comincio a capirci qualcosa) e l'ora è in alto. Usare Ubuntu è... come dire... essere abituati a guidare in Italia e ritrovarti in Galles con una macchina pure con locale.
Fortunatamente ho smesso di editare libri ed ebook (per ora) e non ho più scadenze, quindi mi posso dedicare a un sistema diverso da Windows con la possibilità di arrivare a capirci qualcosa: faccenda che avviene quando puoi permetterti di sperimentare fino a 'impaccare' il pc e poi, senza nessun problema, formattarlo e ripartire. Sono soddisfazioni...
Vabbè, Internauti, veniamo a noi. La situazione è seria, a livello globale. Il tema è la politica. In tv, social network, in giro... ora è politica 24 ore su 24. Urge quindi ponderare con il dovuto rispetto e impegno il soggetto in questione, dargli il giusto e doveroso peso e proporre nonchè affrontare in un dibattito altamente preciso uno sforzo mentale e mnemonico atto a compiere passi decisivi verso un miglioramento sociale netto e preponderante.
Ora vi parlerò di politica esponendo il mio pensiero profondo, a tratti mistico, ma ne vale l'impegno: la politica ha rotto i coglioni.
Vado a bermi una birra e a guardarmi un paio di puntate di Stargate (è stata una faticaccia... meglio due birre).
Notte Internauti. Hasta...

Per voi. Buon ascolto. http://www.youtube.com/watch?v=wWoSm0cYmS4

mercoledì 9 ottobre 2013

ISF 012 - saint

Data astrale. Oggi è San Cassio, e non aggiungo altro.
Ieri sera mi sono guardato un paio di puntate della 2^ serie Hex (gli inglesi stanno continuando a 'reggere' più che discretamente il confronto con gli Usa), e nella seconda mi sono sparato in testa un mix di passto/presente con streghe, inquisitori e 'processi', Nephilim (in una delle tante varianti). Ho visto di meglio, ma gli darei comunque un più che sufficiente. Una serie trattata in modo originale.
Resta il fatto che ho fatto un sogno del tipo 'fuggi e corri', una specie di giallo in cui tentavo di capire perchè scappavo. Tra un'arrampicata sui muri in stile Spiderman inseguito da un chiuahua demoniaco e seppellire un maglione di lana in una colata di cemento, sono arrivato a scoprire che era in corso una caccia all'uomo in stile Cia/Terrorist: un chitarrista smemorato che doveva tornare a suonare. Quello ero io.
Le due cose (tv/sogno) saranno correlate?
Comunque è stata una nottata interessante... io sogno fanta. :)

martedì 8 ottobre 2013

ISF 011 - write

Data astrale, martedì, ore 21.45 g.m.
Buonasera internauti.
Ho dato una sistemata al blog, inserito qualche gadget, personalizzato l'icona, compreso alcune funzioni. Ho tenuto il formato 'semplice', seguendo a spunto una frase che mi garba parecchio del mitico Augusto Daolio  (ieri, 21 anni fa, ha optato per nuove esperienze): rosso di sangue, rosso di pensiero.
Ho tenuto il formato 'semplice' sulla scia del consiglio di Michele Nigro (Nigricante): il blog è interessante se lo sei tu.
Il dilemma era sul riuscire a scrivere tenendo un giusto ritmo di 'presenza' e dei contenuti che avessero un senso. Dilemma risolto con una semplice affermazione + presa d'atto: Cazzo! Io scrivo fanta. Ho valanghe di racconti, una vita 'strana' con un modo personale di esprimere cose, pareri, esperienze.
Ovvero: bloggherò me stesso, e vedremo che succede.
Stasera, un racconto, uno dei tanti in 20 e passa anni di parole su carta e/o doc.
Racconto psichico è uno dei miei primissimi (gennaio 1992), rivisto, e triturato oltre misura ad ogni uso e disuso. L'ho piazzato in cartaceo nel 2005 sulla raccolta (horror) HSF, ripubblicato recentemente in ebook (su Indeed Stories 2, 2012).
Buona lettura. E chi vuole commentare, cazziare e quant'altro... è sempre ben accetto.

RACCONTO PSICHICO 

lunedì 7 ottobre 2013

ISF 010 - first youtube

Data astrale, adesso, sera, lunedì. In Alaska dovrebbe essere appena passato mezzogiorno...
Dicevamo, io scrivo fanta. Cosa consta ciò? Niente, almeno dal mio punto di vista. A me sembra la cosa più normale del mondo scrivere fanta, tutti dovrebbero farlo: è positivizzante, rilassa, tiene in allenamento i neuroni, diverte, sviluppa idee. Situazioni che forse pone in essere anche scrivere 'normale' ma la normalità mi ha sempre lasciato l'amaro in bocca.
Sono nato 'strano', scrivo in modo 'strano', pratico sport 'strani', faccio cose 'strane', ascolto musica 'strana'. Così sono nato e cresciuto, apparendo 'strano' ai più, che si sono limitati a darmi dello 'strano' perchè lo sport 'strano' che pratico è il ju-jitsu. Potrebbe essere?
Ma parliamo di musica. E per musica intendo 'musica' senza se e senza ma, cioè quella che ascolto io e non quell'altra, che non ascolto, perchè non si può definire musica. Per capirci, ecco una chicca:

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=CHl4M2D6YUE

Dedicata a tutti gli 'strani', scrittori di fanta e non.

Buona serata, internauti.

ISF 009 - hyperhouse

Hasta luego, internauti. La storia della data astrale non è male, anche se mi pare che già qualcuno l'ha usata in tempi non sospetti. :)
Siccome scrivo fanta, un po' di varietà 'intestazionale', con magari la nascita di qualche eventuale neologismo... Con questo, oggi, cosa voglio dire. Non è sempre necessario avere qualcosa da dire (e il blog che l'hai attivato a fare? Me lo dico da solo) ma spesso ci sono momenti in cui qualcuno di cui ti fidi e che stimi riesce a dire quello che tu avresti voluto dire. La dice talmente bene che a te non resta che fare un bel 'copia/incolla' e posti quel che avresti voluto dire ma non hai detto.

HYPERHOUSE, un nome da ricordare, d'ora in poi, più che mai.
http://hyperhouse.wordpress.com/2013/10/06/parole-in-sequenza/

sabato 5 ottobre 2013

ISF 008 - domist

Data astrale, sabato sera ore 22.05 (dall'alaska... boh)
Piove. E' tutto il giorno che scende una specie di patina umida che la velocità 1 del tergi della macchina è troppo, e allora la gommina 'gratta' fastidiosamente e rompe le scatole come il gessetto sulla lavagna. Alla velocità 'a metà', tra un passaggio e l'altro le goccine maledette fanno in tempo a non lasciarti vedere più un cazzo, e dopo un solo chilometro stai maledendo la pioggia, la macchina e i tergi in un tutt'uno oltranzoso simile a un mantra tibetano.
E' autunno, miei cari internauti. Pensando in positivo, è il periodo migliore per ascoltare buona musica.
Vi lascio una mia foto per tirarvi su il morale. In fondo vivere non è così male...


NB. Un link, tanto per presentarmi meglio...

giovedì 3 ottobre 2013

ISF 007 - blogger

Data astrale... 
Argomento del giorno... non c'è. Sto familiarizzando con il blog e le sue 'possibilità'. Certamente uno strumento con forte, con capacità di impatto non indifferenti, usandolo con le giuste note 'psico/tecniche'.
Ho capito come voglio portare avanti quest'esperienza e credo sia la cosa basilare.
Un blogger (non solo blogger) amico mi ha dato l'input che mi serviva...

"...il blog è interessante se lo sei tu!" 
Al di là del numero di visite non tradire te stesso, proponi ciò che ami.
 Il resto, unito a qualche "trucco" per farsi trovare dai motori... By Nigricante.

Thanks Michael Black :)

Segnalo anche un blog 'vero' NIGRICANTE Vale la pena seguirlo.

mercoledì 2 ottobre 2013

ISF 006 - work

Data astrale ...
Giochi di ruoli e/o online. Da un po' di tempo a questa parte mi sono ritrovato impegnato in un gioco, non sembrava così tragico, e mi ci sono trovato così impelagato da arrivare a credere, in certi momenti che quella fosse la realtà. Il titolo originale è 'Work', la versione italiana è 'Lavoro'. E' un gioco di ruolo, a vari livelli. In pratica ti alzi la mattina vai al lavoro (non puoi scegliere, all'inizio ti assegnano il soggetto in automatico) e continui a farlo perchè ti servono soldi. Quando ne hai raccolti abbastanza ti puoi comprare un mezzo per andare più velocemente al lavoro. Nel frattempo c'è una funzione chiamata 'tasse e servizi' che ogni tanto appare e tu devi avere i soldi per per azzerare la cosa, sennò il livello rallenta l'avanzamento. Non so bene quando salterà fuori, ma nella sezione 'suggerimenti' il livello pensione dovrebbe essere quello che completa il gioco.
Comunque è un gioco talmente assurdo e non riesco a capire com'è che mi ci sono lasciato invischiare, e soprattutto quanto tempo mi ha portato via, tempo di cui avrei potuto meglio usufruire nel mondo reale, qui magari, a scrivere post.
Saranno inutili sti videogiochi?

Un saluto a voi internauti. Ricalco da un post di un blog amico. Per chi scrive fanta.
http://kippleblog.blogspot.it/2013/10/i-7-consigli-di-stephen-king-per.html

lunedì 30 settembre 2013

ISF 005 - alaska

Data astrale, martedì mattina (dall'Alaska siamo invece a lunedì sera, poco male)
Io scrivo fanta, dicevamo. Un motivo? Probabilmente c'è anche qualcosa di genetico, inconscio, che va a pescare a livello di memoria familiare e di memoria collettiva una serie di particolarità rimestandole poi in maniera a volte apparentemente assurda e dandole dei sensi di comprensione discretamente fuori dagli schemi.
Con questo cosa voglio dire? Sogni. Fonte autorevole per molti scrittori fanta. Sogni e incubi.
Due particolari mi sono rimasti in testa dopo la sfrullata mental/inconscia della nottata: con una spada laser sono riuscito a tagliare in due un castello volante; guidavo una macchina che attutiva a zero qualunque scontro frontale.
Come spunti per scrivere qualcosa di fanta direi che ci siamo.

domenica 29 settembre 2013

ISF 004 - yogananda

Data astrale, lunedì (aaarrgghh!!!)
Buon inizio di settimana, internauti. Ho scoperto che avevo uno sfasamento nel blog di 8 ore dovuto al fatto che in automatismo di attivazione mi ha piazzato l'orario: Usa occidentale.
Anche qui, al pensiero che l'Italia, nel mondo, non conta proprio un cazzo, decido per il cambio immediato a sanare la situazione. Entro nelle 'options' e sistemo: fuso orario dell'Alaska, 8 ore in anticipo. Mi pare la cosa più giusta da fare, al momento attuale. Una protesta forte e simbolica.
Aggiungo una frase di Yogananda, che mi suggerisce in sottofondo un'ottima, soluzione da lunedì mattina.
"Non prendere le cose troppo seriamente: accadrà quel che dovrà accadere. La vita insegue i suoi pensieri sempre imprevedibili".

ISF 003 - data astrale

Data astrale, oggi (notare la precisione).
E' una mattinata uggiosa, stante per cui restiamo sul light. I ricordi sguazzano come rane nello stagno, mi appresto quindi a fumare una Jockey (marca slovena) e mi appresto a postare.
Risponderò a una domanda che non mi è stata posta qui, ma altrove, spesso, quasi sempre.
Perchè scrivi?
Risposte che mi sono passate istintive, a seconda dei casi e dei soggetti chiedenti.
Piuttosto che andare in bar la sera...
Me l'hanno insegnato a scuola, tanto vale...
So anche leggere...
Per un bisogno fisiologico...
Mi piace...
C'è di peggio...
Se ti chiedono: perchè scrivi... soprattutto cos'è che scrivi? Lì la faccenda si complica. Prossimo volta.
La domanda ora la faccio io (vediamo se qualcuno ha iniziato a passare di qui): tu, internauta capitato da ste parti probabilmente per caso: perchè scrivi?

nb: la Jockey è peggio di una supposta...

venerdì 27 settembre 2013

ISF 002 - rivoluzione

Cosa si può scrivere di interessante che non già stato scritto e riscritto?
Copincollo le perle facebookiane dei 'saggi' che se avessero saputo che la loro fine era quella di diventare delle firme in corsivo sotto riquadrini contenenti le loro 'pensate' spesso ricopiati carichi di errori? Posto link di libri 'buoni'? Riposto libri miei e di chi so che è bravo ma strada non ne farà e sappiamo tutti il perchè?
Nell'attesa di assestare la struttura del blog, che riuscirne capirne le funzioni abbastanza in fretta è come andare a funghi senza conoscere la differenza 'se magna/no se magna', e soprattutto cosa ci si può buttare dentro di sensato, vado di personale e un po' a spanne.
L'istinto è un suggeritore personale discreto, rapido e affidabile... quindi: frase del giorno.
"E' tempo di rivoluzione. Fuori, ma soprattutto dentro le teste."
E' detto/ribadito da uno, che sopravvivendo in staticità fisico/mentale, se lo ripete e lo sente ripetere, ma continua a non muovere un passo in tale direzione.
Per cui... abbiamo/ho un problema non indifferente da risolvere. Scrivere 'fanta' non aiuta.
Bon... come inizio da blogger continuo a vederla grigia.