lunedì 23 dicembre 2013

ISF 047 - slitta rossa

Data astrale. Due giorni al compleanno di 'Slitta Rossa', com'è chiamato su Komodo 4 quel soggetto che tutti conosciamo. Lì non porta proprio doni... ma questa è un'altra storia.
Visto il periodo non vi massacro di parole e vi lascio liberamente scaricabile un mio ebook, come piccolo pensiero, augurando a tutti...

LA FORZA SIA CON VOI

http://www.ebookgratis.net/ebook.asp?id=566

giovedì 19 dicembre 2013

Kipple.it: I 40 (divertentissimi) consigli di scrittura di Um...

Hasta internauti. L'attimo di assenza è perchè non c'ero. :)
Comunque ripartiamo con un gran bell'articolo postato da Bommarito su Kipple...

Kipple.it: I 40 (divertentissimi) consigli di scrittura di Umberto Eco...: Dopo avervi illustrato i consigli di scrittura di molti dei più importanti autori del fantastico (se siete curiosi potete consultare la ...

venerdì 13 dicembre 2013

ISF 045 - infinity fog

Data astrale. Su 'Infinity fog' c'è il festival del prog-metal: da non perdere.
Questa sera la nebbia è letale. Per sopravvivere psicologicamente al colpo sono in terapia d'urto, con le cuffie in testa e gli Axxis a palla. Quando ci vuole ci vuole.
Stasera quindi: haevy-metal e zen.
Piazzo un pezzo di capitolo tratto dal libro 'Godzilla e altri sogni - Blue Oyster Cult'
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Un esempio di come l’azione musicale può smuovere la mente verso direzioni fantastiche?
Sono un esperto in materia. Uno su tutti, dopo le prime due canzoni in stato ‘zen naturale’, recentemente, ascoltando Some Enchanted Evening credo per la milionesima volta, scatta Astronomy. La mente (libera da effetti dopanti di qualunque tipo, tengo a precisarlo, quindi nel caso specifico la psicologia contorta è tutta farina del mio sacco sballato) si è posta in uno stato di attesa.
Le prime note, lente, hanno dato vita a un’immagine di mondo primordiale, saturo di monti e foreste vergini. La situazione è di calma apparente, cielo carico di nubi da tempesta imminente. L’intro musicale prosegue, i bassi sono pieni e la struttura del pezzo inizia a prendere forma mentre il cielo è un blocco unico e i lampi scaricano in linee spesse e dirompenti. Il cambio di ritmo è potente come una molotov degna di Dei della Guerra che esplode, il cielo si squarcia, strappato da altrettali divine mani che si aprono il campo pronte a combattere. Il mondo primordiale subisce l’entrata come calpestato da giganti, rimpicciolisce fino a sparire lasciando la primarietà di soggetto ai due divini (o alieni) antagonisti. Chitarra, voce e base d’accompagnamento si completano in un blocco unico crescente, mobile nella schermaglia verbalmente muta dei contendenti.
Mai letto ‘Signore della Luce’ di Roger Zelazny? E’ un romanzo del 1967, attuale ancora ora come lo sarà fino a data da destinarsi, in cui il vecchio saggio della fantascienza riporta e spiega gli dei Indù in un futuro fantastico e lontano, dove scienziati terrestri si sono dati poteri semidivini grazie alla loro superavanzata tecnologia e il nome degli antichi dei. Una pietra miliare della letteratura SF. Se vi capita tra le mani…
Ero rimasto ai due Dei, e al primo ‘solo’ di chitarra lo scontro inizia. La volta planetaria prende fuoco mentre le foreste sottostanti si aprono e schiacciano come un prato d’erba spazzato dal vento di bora. Negli scuri generici, lampi di luce e flash più duraturi, che vanno per tutte le tonalità sfolgoranti dal giallo al rosso, accompagnano i due samurai-maghi con tanto di corazzature tecno-medioevali nel loro susseguirsi di colpi e parate. Katane (spade lunghe) immense ed energie universali si scontrano e infrangono in una lotta che non lascia premesse di un vincitore, nella solita metafora ritrita sul dualismo e sull’equilibrio: bene/male, Yin e Yang, maschile/femminile e via così.
Si ritorna al riff portante con la sua magica lentezza, una dinamo che gira e gira per ricaricare le batterie e arrivare alla prossima esplosione di energia. I due Dei sono rimasti ansanti, invisibili, la calma apparente del mondo primordiale è l’icona classica, scontata, di un’eventualità post-catastrofe. Il nero del cielo è minaccioso, i presagi terrificanti. Lo scontro e la musica ampliano l’aspettativa e la portata oltre il cielo, verso l’universo, con la visuale che si innalza ‘oltre’ a inglobare pianeti, un sole sbiadito e appena presente nonostante tutto, e un vuoto di punti stellati che non ha senso osservare. All’assolo portante, duraturo, favoloso, che Buck Dharma inizia similmente a un gong tibetano, piazzando ulteriori poche e significative note simili a mazzate su un incudine per poi scatenarsi in una sonata dar far invidia allo stesso Creatore di tutto, per gli Dei è nuovamente battaglia. Figure ancora più gigantesche all’apparenza, nel concerto universale sono solo esplosioni in allontanamento su un pianeta. La musica prosegue e invade l’Intero, l’universo trema, prende ad aprirsi e a perdere le prime briciole, a essere percorso da immense e potenti energie che spaccano il continuum come un foglio di giornale strappato. Il ‘nero del nulla’ prende a farsi largo nel ‘nero dell’universo’ che sta surclassando i colori della battaglia, in uno scalare di sovrapposizioni in cui, finita la musica, finisce la visione… nel niente.
E’ silenzio.
I pochi attimi successivi paiono secoli di fermo-immagine in cui nulla pare crescere in se stesso. E’ un’assurdità visiva: fissità-mobile… ma è proprio lei, è così, indescrivibile almeno fino a che un punto luminoso, subito dopo riconoscibile in una figura dorata seduta nella posizione del fior di loto, s’ingrandisce fino a poterlo discernere in un Buddha immobile con la chitarra in grembo.
Parte la canzone successiva, il Buddha apre gli occhi, sorride. Lascia scivolare la chitarra nel vuoto sotto di lui, si guarda la maglietta in cui le lettere B O C sbroccano in raggi come solida sostanza e si mette a ballare (non serve un piano d’appoggio) seguendo il nuovo agglomerato di note…
Ma questa sarà un’altra storia, o un’altra rock-visione.
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Buona serata. E che la Forza diradi tutte le nebbie del mondo, specie quelle dentro alle nostre teste bacate.

martedì 10 dicembre 2013

ISF 044 - urania

Data astrale... Vega 3 è esploso, ma a noi sarà dato veder sparire dal cielo un piccolo puntino luminoso, già di per sè poco visibile, solo tra un tre secoli abbondanti. Chissà se avrò impegni quella sera.
Sto giro vi posto una storiella breve, da quel libro che prima o poi butterò fuori.
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Come disse Mark Twain: - Quando Dio creò l’uomo, era già stanco. Ciò spiega molto.
Poniamo il caso che io sia credente, in qualcosa, in qualunque cosa. È solo un’ipotesi poiché anche una discreta dose di alcolici non basta a farmi ammettere di credere (non è vero, credo, ma devo pur scrivere...). Credendo posso effettuare una ricerca, continua, assoluta, decisa, e arrivare al risultato: la chiarezza. La conferma del ‘credo’.
Come si fa quindi chiarezza?
Con la ricerca. Nello specifico, per porre una differenziazione che non esiste, per l’ateo è solo ricerca, per il credente è ricerca spirituale, per lo studioso è ricerca scientifica. Ci si pongono domande e si cercano risposte. Se le risposte si trovano e sono soddisfacenti, ecco la chiarezza.
Poniamo il caso che io non creda, perché essere ateo è un ulteriore modo di credere e non vale come esempio, ovvero cercherò qualcosa in cui non credo, una ricerca senza cognizioni di sorta, smarrita nel suo globale smarrimento, eseguita in maniera malandata e superficiale.
È dura arrivare alla chiarezza per il credente, qualunque sia la credenza, impossibile per chi non crede.
Cercare la chiarezza è un’altra faccenda rispetto al solo cercare. Detto in versione non atea, elaborare e maturare spiritualmente è parecchio differente dal solo occuparsi di spiritualità trascorrendo il tempo. E il tempo disponibile, che ribadisco non esiste nonostante gli orologi, è quel lasso in cui prima nasci e poi muori. E quel lasso inesistente di tempo in cui devi capire che cacchio ci stai a fare in questo brevissimo periodo chiamato vita. Questa è la chiarezza da raggiungere.
Forse certi dilemmi è meglio non interpretarli più come tali e, con un certo livello di pace interiore, arrivare a renderli affrontabili. Accettarli. E da qui, il mio saggio bevitore interiore mi sta suggerendo una massima non da poco: - Se te ne sbatti le balle, un problema non sarà mai un problema.
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Hasta internauti, buonanotte...
mi era anche molto simpatica la versione 'Mark Twain' risorto nel 'ciclo del fiume' di Philip Josè Farmer... così per dire... siamo in zona 'fanta'. Ci sta.

domenica 8 dicembre 2013

ISF 043 - capitan low

Data astrale. Location: forever fog. Potrebbe essere giorno, non si capisce.
Vi presento un buon scrittore e un ottimo blog, l'accoppiata è semplice: il secondo ha pubblicato un'intervista del primo. Restiamo in ambito dell'io scrivo fanta...
Buona giornata, internauti.


venerdì 6 dicembre 2013

Concetti Zen 2 da 'Il Guerriero di Luce' di Marco Milani (Scorpions - la...

Data astrale, Ma...
Quando le parole non vengono e soprattutto non ce n'è l'effettivo bisogno, basta ricordare che di parole è già pieno il mondo e la musica ha invece sempre il suo che, al di là delle sopravvalutate 'parole'.

mercoledì 4 dicembre 2013

ISF 041 - fly sourcer

Data astrale. Appunto... il ghiaccio attaccato al parabrezza potrebbe non essere proprio... troppe scie in cielo, ieri. Da togliere col 'raspino' ma con i guanti.
Come si dice su Annabis: non fare di tutta la merda un barile di metano. E meglio ancora, un detto di antichità Klingoniana: "wrrtghhrt runnbarr gronghrt it mthrughenrt" che è un'affermazione sempre valida nonostante le distanze spaziali che ci dividono; universale, sintetizzante ogni altra espressione.
La posso definire cosa mia/nostra, e se la pensate come, condividete.

Buona giornata, internauti.

ISF 040 - ainor

Data astrale. Compattamento multilunare visibile dall'emisfero nord di Dayna IV. Uno spettacolo...
Della serie 'io scrivo fanta', posto una recensione appena definita su un libro di un collega/amico bazzicante nel 'fanta'.

Buon proseguimento, internauti. La Forza sia ancora e sempre con Voi.

"Ainor l'Apolide di Vito Introna *  2013 - Loquendo"
Anche se ormai sta diventando uno scrittore navigato, nel suo modo di scrivere permane quella particolarità territoriale alla Camilleri, tanto per citare un autore di casa nostra, che rende un'opera di Vito Introna riconoscibile tra mille. Nulla di esagerato o fuorviante, anzi, solo piccoli segnali narrativi che apparendo durante lo svolgimento della storia la rendono unica e univoca, assimilabile al suo autore.
Questo quarto romanzo è un'evoluzione dei lavori passati e marca una direzione verso un rinnovamento mai domo, carico di ricerca al nuovo ma anche di attaccamento alla tradizione sf.
Leggere le avventure/disavventure di Ainor l'Apolide sembra quasi di guardare un film di fantascienza action, un lungo film di 400 e passa pagine in cui la staticità è bandita da quasi subito. Tempo di entrare in sintonia con la disillusione dell'antieroe e di seguirlo 'acrobaticamente' su di un filo virtuale sospeso nel vuoto in cui l'unica credenza è quella della sopravvivenza a ogni costo, spesso dovuta all'apparenza fortuita degli eventi, poi, si comprende, geneticamente voluta e ricercata aldilà della mente e della volontà, bensì tarata a livello di io incosciente.
Ainor è un artista di strada, in un futuro in cui dovendo scegliere chi mandare in croce tra lui e un terrorista, il Ponzio Pilato della situazione inchioderebbe personalmente l'artista senza nemmeno chiedere il parere al popolo. E' un futuro in cui io non vorrei mai vivere, apparentemente la massima degenerazione rispetto ai tempi nostri ma talmente simile, in realtà, che a mano che la narrazione prosegue si capisce, anzi si 'ricorda' che l'umanità era bastarda prima, lo è adesso, e lo sarà sempre.
Il sistema lo ha imbrigliato nelle sue macchinazioni, ma Ainor è il personaggio di Vito, molto simile a lui: controcorrente, reazionario, mai domo nonostante tutto. Cade e si rialza, perde, si rialza di nuovo, vince, ricade, prosegue... non si può fermare.
Il mio voto è … e non aggiungo altro. Leggetelo: non ha controindicazioni.


lunedì 2 dicembre 2013

Kipple.it: Fuck Yeah Spaceships, centinaia di navicelle spazi...

Data astrale, troppo presto. Certe mattine...
Oggi lascio un link interessante, veramente 'fanta', storicamente 'fanta...'

Buon proseguimento, internauti. La Forza sia con Voi. Mi sa che oggi potrebbe servire...

domenica 1 dicembre 2013

ISF 038 - hsf

Data astrale. Su Avalon si celebra il 'No fog day', su Cerbero è San Totka, sulla terra c'è il V-day...
Ho un sogno ricorrente, uno tra i tanti.
Vivo sempre nel mio paesetto abbarbicato al fiume Po come una piattola obesa su un gatto, ma è un paese di zombi dove tutti si comportano come una comunità normale. Una volta a settimana viene combinato anche un finto funerale. Il poliziotto locale fa da apripista al corteo, il prete canticchia a rate il suo requiem durante il percorso, l’impresario delle pompe funebri guida lentamente la Mercedes che trasporta la salma, gli astanti si fermano ogni tanto a raccogliere un pezzo di corpo che gli si stacca di dosso. Il becchino attende tutti quanti davanti al cimitero. Il morto è estratto a turno con una lotteria.

Hasta internauti, che la settimana inizi nel modo giusto e finisca presto.