mercoledì 31 dicembre 2014

ISF 113 - scaffali di legno

Data astrale. Quella di più o meno fine di una rotazione attorno a un sole, stabilita da convenzioni per motivazioni puramente illusorie ma forse con un senso nell'illusione.
Cosa si può postare in questa occasione se non un breve poema a tema? Ecco...
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Scaffali di legno
coperti di polvere,
per tenere i ricordi
dei cent’anni passati.
Minuscole nozioni
per un po’ di sapere,
nel grande e ben più logico immenso,
che uno scaffale di legno
può contenere ben poco.

Dimenticato in un angolo,
roba vecchia e ammuffita
ricordata dai tarli,
fino al momento del macero.
Altri pezzi di storia
sugli scaffali di legno,
a prendere il posto
di quei ricordi lontani.
E di vero ed eterno
resta solo la polvere.
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In effetti non so se è proprio a tema. Volendo 'grattarci' dentro e guardando nel profondo...
In ogni caso, internauti, tralascio tutte le odierne stereotipaggini d'occasione per un classico 'la Forza sia con Noi'. Ci risentiamo in data a quattro cifre con numerazione aumentata di una unità.
Grazie per la vostra presenza su questa cosa che dovrebbe essere un blog.

lunedì 8 dicembre 2014

ISF 111 - red's time

Data astrale. Stasera synth-concert dei Redstar Melody's sulla Cintura di Orione. Il palco volante approderà alle 8 stazioni su un percorso centripetico di fionda a sorpresa...
Oggi mi viene che è un post da racconto. Metto un breve soggetto del 2007, già pubblicato in ebook su Indeed Stories 6 (2012) e nel libro 50 sfumature di sci-fi (2013).
Buona lettura.
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GALASSIA MADRE

Quasar 
Acronimo di Quasi Stellar Radio Source 
(sorgente radio quasi stellare). 
Corpo celeste con una rilevante
 emissione di onde radio 
dall’aspetto affine a una stella. 


Il mio errore più grande… soprattutto dando per scontato che fosse veritiero il mio credere, indotto. Ho vissuto tutta la vita considerando scienza e poesia assolutamente non compatibili, agli antipodi del modo di essere e pensare.
“Invece qui…”

L’orizzonte mi parla,
e mi dice quello che ho sempre voluto sentire.
L’orizzonte si esprime seguendo lo scorrere dei suoi pensieri,
ora li capisco… sono i miei pensieri.
L’orizzonte è il confine,
lo specchio dell’anima… e di tutte le anime,
che ci prospetta i nostri desideri e le nostre paure,
perché quello abbiamo voluto vedere.
Deliri allucinanti! Assolute bugie!
L’orizzonte sono io. L’orizzonte siamo noi…
L’orizzonte è.
E il suo soffio vitale… è Quasar.

Qui scienza e poesia sono uno stato ‘naturale’ unificato, posso esprimermi in ‘poetico’ o dibattere in ‘scientifico’ e non ritrovo differenza in quello che provo.
“E vedo le quasar…”

Le quasar non sono corpi celesti leggendari posti a chimeriche distanze incalcolabili. Ci appaiono come normalissime stelle e, in rapporto, sono a noi molto vicine. Sono galassie-figlie partorite da galassie-madri, unite tra loro da veri e propri collegamenti materiali come un cordone ombelicale di cui rimane traccia, anche quando diventano “adulte” e si allontano dal “nido” di origine per compiere il loro destino universale.
Questo comportamento delle giovani quasar e l’essenza della loro relazione più che confidenziale con la galassia madre, comprova fuori d’ogni dubbio che l’universo stesso non si sarebbe manifestato qualche miliardo di anni fa deflagrando con un unico e immane botto, ma si tratta bensì di un processo continuativo – eterno – per un universo incessantemente simile a se stesso.
Simile al parto? Poi alla vita e alla morte? Come noi umani, né più né meno?
Per rimanere metaforicamente in tema, possiamo anche dirlo.
L’universo non ha origine, è sempre esistito. Galassie e stelle muoiono, galassie e stelle nuove nate prendono il loro posto. Il cuore delle galassie è il grembo per la creazione, l’universo apparente il posto in cui il “creato” può vivere e morire.
Un eterno movimento dove, in realtà, nulla succede.
Arp aveva ragione, perlomeno non talmente torto da considerarlo fuori strada. E con lui e i suoi quattro cavalieri dell’apocalisse, se così vogliamo definirli: Burbidge, Hoyle, Ambartsumian e Narlikar.
Stando alle sue supposizioni – che gli costarono piuttosto care sbattendo nell’atrofia di un ambiente cattedratico conservatore – l’universo evolverebbe mantenendosi in una configurazione stabile e autoregolata. La genesi della creazione della materia si localizzerebbe nel centro delle galassie madri, e invece la sua origine fisica primaria sarebbe l’energia di punto zero che erompe dal vuoto quantistico, assicurando un’unica creazione ripetuta in eterno ovunque nell’universo. Nessun singolo punto di partenza in era arcaica.
Esatto, con qualche pecca tipicamente sciento-razionale. Peraltro, di più non si può pretendere. Immettendo un osservatore le cose finiscono per essere “realmente”, anche quando non esistono.

Gli sproloqui, in effetti, sono il mio pane. Lo erano…
Da vivo, venne quel famoso momento in cui si combinarono eventi in una ben precisa forma di mente/materia/spazio/tempo: straparlavo di quasar, ero ubriaco fradicio, mi trovavo all’università, stavo dando l’ultimo esame. Mi soprannominarono Redshift, e, nonostante tutto, divenni comunque un astronomo.
Osservare il cielo era il mio lavoro, il mio diletto, la mia vita. Parlarne anche, non facevo altro. Osservare e parlare di quel che vedevo… o non vedevo ma stavo cercando.
In questo breve lasso in cui sono sì morto, fisicamente, e la mia coscienza individuale non è ancora in fase di riassorbimento nella coscienza universale, e ha ancora a disposizione la mente con tutti i suoi dati, ricordi e desideri, posso trovare una delle risposte che mi ha assillato in vita.
Una per tutte: - Quale è la verità?
C’è un percorso che vedo disteso davanti a me, al mio essere attuale, ne percepisco chiaramente la linea come fosse illuminata a mio esplicito uso tra la distesa di cordoni ombelicali simile a una ragnatela cosmica tridimensionale. Un percorso da compiere a ritroso, per sapere, capire una volta per tutte…
“Qual è, allora, la verità?”
Ecco il mio ragionamento, stilato simile a un telegramma e sintetico come un piano d’azione militare, e assolutamente contrario a quello che è sempre il mio dilapidatorio modo d’esprimermi.
Quasar. Le quasar sono le figlie delle galassie madri. La quasar cresce, si distanzia dalla madre e diventa galassia. Restano tracce dei cordone di raccordo.
Quasar. Galassia madre. GALASSIA MADRE.
GALASSIA MADRE. Dio. Verità.
“Vado!”
Andrò a visitare la Galassia Madre delle galassie madri. So dov’è. Mi basta affrontare la strada, entrare nel suo nucleo e…

Rieccomi, giusto in tempo. La mia coscienza individuale sta iniziando a epurare le tracce di umanità permase. Ma la mente che avevo in dotazione era forte, ci vorrà un po’.
La coscienza universale sta richiamandomi in Sé. Già comincio a comprendere molte cose, a giustificarne altre…
Avrei potuto aspettare e la risposta mi sarebbe arrivata senza andarla a cercare.
Qual è, infine, la verità?
Ho scoperto che Dio…
È comunque inutile che ve lo dica. Perché togliervi la sorpresa?
Lo scoprirete lo stesso al momento giusto. Tutto il resto è sogno.
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Hasta internauti, alla prox.

venerdì 28 novembre 2014

ISF 110 - holonomikon

Data astrale. Out of the Silent Planet...
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Disse Carl William Brown: "La materia, questa rivoluzionaria entità dell'universo, che si aggrega e si disgrega a piacimento senza mai chiedere il permesso di nessuno, creando invece un mucchio di problemi a tutti!"
E quindi noi potremmo dire... niente. Potremmo anche non dire nulla. Mi sembra un'ottima idea, per una serata così, almeno per il sottoscritto. Quindi posto un link, se volete... nulla da dire, ottimo da leggere.


Hasta internauti. La Forza sia con Noi.

sabato 22 novembre 2014

ISF 109 - padroni e servi

Data astrale. Ultime notizie da 'Universality fog'. Avvistate anguille volanti in atmosfera: attenti agli incontri ravvicinati.
Posto un pezzo dal Vangelo di Tommaso. Lo sto leggendo a 'spicchi' ma continua a risuonarmi anomalo, per essere un vangelo...
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Gesù disse, "Un uomo organizzò un ricevimento. Quando ebbe preparato la cena, mandò il suo servo a invitare gli ospiti. Il servo andò dal primo e gli disse, 'Il padrone ti invita.' E quegli disse, 'Ci sono dei mercanti che mi devono dei soldi, e vengono da me stasera. Devo andare a dargli istruzioni. Lo prego di scusarmi ma non posso venire a cena.' Il servo andò da un altro e disse, 'Il padrone ti ha invitato.' Quegli disse al servo, 'Ho comprato una casa, e devo assentarmi per un giorno. Non avrò tempo per la cena.' Il servo andò da un altro e gli disse, 'Il padrone ti invita.' Quegli disse al servo, 'Un mio amico si sposa, e devo preparargli il banchetto. Non potrò venire. Lo prego di scusarmi se non posso venire.' Il servo andò da un altro e gli disse, 'Il padrone ti invita.' Quegli disse al servo, 'Ho comprato una proprietà, e sto andando a riscuotere l'affitto. Non potrò venire, Lo prego di scusarmi.' Il servo ritornò e disse al padrone, 'Quelli che avevi invitato a cena chiedono scusa ma non possono venire.' Il padrone disse al servo, 'Vai per la strada e porta a cena chiunque trovi.'
Acquirenti e mercanti non entreranno nei luoghi del Padre mio."
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Detto ciò, credo che Maha Maya oggi sia in modalità comunicativa. Anche questa è una faccenda anomala. Mah...

Hasta internauti. Buon weekend.

domenica 16 novembre 2014

Queen - Love of my life (Rock Montreal 1981) - HD 720

Data astrale. Qui e ora.

Oggi ipotizziamo che il tempo non esiste, o se crediamo che esiste fingiamo che non lo sia.
Dedichiamo questo 'momento fermo' all'ascolto, facciamolo come dovesse durare in eterno, in un'eternità che ipotizziamo o fingiamo che sia oltre il temporale.

Alla prossima, internauti. Buon inizio settimana.

lunedì 10 novembre 2014

ISF 107 - paesaggi alieni

Data astrale. Su 'eternal rain' evasione in massa di Aurinidi molecolari dalla colonia penale alla prima schiarita di Zunercon dopo l'oscuramento forzato. Sulla Terra, Europa, Italy, è San Martino.

Questa sera, visto che manco da oltre una settimana, un raccontino breve...
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Una base di partenza che è un isolotto pulsante, carico di vegetazione umida, che sale e scende verso il livello del liquido fino quasi a scomparire. Resta sempre fuori una parte minima.
Due promontori che fungono da accesso alla spianata, aggravati di flora compatta simile a nera peluria.
Il liquido è grigio trasparente, calmo e leggermente in moto ondulatorio. Galleggiano minuscoli iceberg all’apparenza schiumosi... poi la superficie si estende in unica soluzione come per un pack ghiacciato, ma non può essere ghiaccio, piccole bolle esplodono qua e là e dimostrarne l’inconsistenza.
A sinistra si innalzano due versanti altrettanto schiumosi e biancastri, saturandosi e collegandosi al pack come un unico strato sostanziale.
Centrale, e parzialmente coperto dal secondo e più piccolo versante, la grossa borchia argentata e splendente, forse la porta per uscire e proseguire... inglobata ma ‘sovraesposta’ rispetto alla parete che fa da sfondo e la sostiene. È un ottagonale con un cerchio interno che pare fluire in se stesso.
La parete è un orizzontale bianco laccato ceramico, che pare estendersi da ambo le parti (sia a destra che a sinistra) verso l’infinito.
Sopra l’orizzonte, giusto in corrispondenza diametrale con la borchia, il cielo si divide in due parti diviso da una verticale senza fine. La luce proviene da un riquadro, striscia parallela e sottile all’orizzonte, metà per parte. Il cielo sinistro è più scuro, come ricoperto da una tenda velata e apparentemente densa che generalizza “l’oltre”. Il cielo destro, a parte il basso che è una mezza striscia libera da cui luce arancio/giallastra transita come espressa da un sole laterale, sembra una parete solida bucherellata completamente da linee parallele orizzontali di fori microscopici che lasciano scivolare porzioni minime della stessa luce arancio/gialla.

In effetti sto solamente guardando fuori la porta aperta del mio garage con una bottiglia di Tuborg da tre quarti quasi vuota in mano. Potrei sfruttare la mia propensione al fantasticare per inventare un nuovo lavoro, se rendesse poi qualcosa: il descrittore di paesaggi alieni.
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Buona serata, internauti. 
Alla prox.

giovedì 30 ottobre 2014

Tony's World: Primo post e prima pubblicazione!

Data astrale. Oggi giorno dedicato ai miracoli.
Antonio Meloni si è finalmente deciso a pubblicare qualcosa. Pigro, bravo ma pigro.
Posto la segnalazione.

Hasta internauti, a presto.

Tony's World: Primo post e prima pubblicazione!: Ciao a tutti! quest'oggi inauguro il mio blog e ne approfitto per segnalare l'uscita in formato ebook del mio primo romanzo!  posto ...

domenica 19 ottobre 2014

ISF 105 - stargate

Data astrale. %&$/£("))!=?^, minuto più minuto meno.
Stargate Atlantis non è una serie TV ma succede realmente nella dimensione parallela XVI. Almeno così mi ha detto Topolino, uscendo come ologramma in scala 1/3 dall'ultimo albo...

Oggi, qualcosina del 'vecchio saggio' Sri Nisargadatta Maharaj. Un evergreen.
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Il mondo mai risponderà alle tue domande. Trova tu stesso cos’è che non cambia mai. Il mondo esiste solo in te stesso. Il tuo stato di veglia ed il mondo non si differenziano. Chi è prima? Il mondo o chi lo vede? Io sono prima di tutto e il testimone di ogni cosa. Questo è il sentiero della saggezza. Tutto ciò che è percepito è il riflesso della propria coscienza.
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Hasta Internauti, alla prox. Speriamo prima di presto.

venerdì 10 ottobre 2014

kippleblog - the origins


Original link: http://kippleblog.wordpress.com/2014/10/10/kipple-presenta-the-origins-viaggio-agli-albori-del-connettivismo/

The Origins
Sandro Battisti | Giovanni De Matteo | Marco Milani
Special Guest Lukha B. Kremo

Kipple Officina Libraria prosegue la nuova stagione editoriale con The Origins, lavoro inCovereBook a otto mani in cui si ripercorre la parabola delConnettivismo a partire dai suoi esordi. Sandro Battisti,Giovanni De MatteoMarco Milani, con la partecipazione speciale di Lukha B. Kremo, ci portano alle origini del viaggio, lì dove tutto ha avuto inizio. Una rassegna di diciassette racconti, alcuni ancora inediti, a cura di Marco Milani e introdotta da un testo di Lukha B. Kremo.
Con orgoglio vi presentiamo il Connettivismo.
Sinossi
Cosa c’era prima del Connettivismo? Allacciate le cinture e preparatevi a scoprirlo: questo è un viaggio nel mondo della Fantascienza attraverso l’arco del Fantastico, che apre una panoramica sugli approcci e le tematiche di Sandro BattistiGiovanni De MatteoMarco Milani e Lukha B. Kremo, prima che l’unione di intenti e forze creative generasse l’avventura connettivista. Diciassette racconti – in una selezione di testi editi e inediti – tracciano una traiettoria verso l’oltre e i territori non ancora cartografati del Fantastico.

giovedì 9 ottobre 2014

ISF 103 - soltanto un colore

Data astrale. Su Strigoi è la sesta giornata rosso-sangue. Chiudere bene porte e finestre prima di...

Ho recuperato una cosetta vecchia. Per un po', ricordo, era rimasta in bilico tra il definirla una filastrocca o una poesia. Poi non ci ho più pensato e invece adesso... No, non ho ancora capito cos è.
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Soltanto un colore

Otto piccoli cani
camminano nel bosco,
uno in fianco all’altro
perché hanno paura.
Otto cuccioli tremanti,
vicini, stretti stretti,
a sfidare il buio
lugubre e profondo.
- L’unione vince il male -,
dice il primo alla sinistra,
nell’orecchio del secondo.
- L’unione vince il male -,
dice il secondo al terzo
e smette di tremare,
sentendo due amici
che gli cingono i fianchi.
- L’unione vince il male -,
dice il terzo al quarto
e si passano la frase,
facendosi coraggio,
fino all’ultimo.
- L’unione vince il male -,
dice in coda alla fila
il più piccolo.
Goffo goffo e un pelo matto
gli gratta il naso,
starnuta e ride.
Ha al suo fianco sette amici,
che lo proteggono,
e la paura
è solo un ricordo lontano.
Il passo è allegro,
nonostante il buio,
ma il bosco tetro è quasi finito.
- Forza e coraggio -,
urla il primo
e un coro risponde
festante e accorato.
La luce penetra
fra le antistante fronde,
diradano i rami
e si scorge limpido il cielo.
L’azzurro penetra nei loro cuori,
otto piccoli cani
che si accompagnano insieme.
Si son fatti coraggio,
sono stati vicini.
Otto piccoli cani
hanno attraversato il bosco,
che di nero, in fondo,
ha soltanto il colore.
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Le parole, alla fine di ogni cosa parole rimangono. Se le usiamo un motivo ci sarà.
Hasta internauti.


Ormai ci siamo. Su:

mercoledì 1 ottobre 2014

ISF 102 - unico punto

Data sìastrael... siamo in balìa di sbalzi subastrali. Data astrale... ok, ci siamo. Qui e ora.
Post breve, con queste poche parole di lontana sapienza Deng Ming-Dao.
“Raddrizzare ciò che è storto,
lasciar fluire ciò che è diritto.
Radunare acqua, fuoco e luce.
Rendere il mondo un unico punto.”

Saluti, internauti.  La Forza sia con noi.

giovedì 25 settembre 2014

ISF 101 - uomo

Data astrale, new course. Quando tutto cambia senza nulla cambiare.
Questo per dire che mica siamo qui a...
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Prima di tutto, è da consapevolizzare chi è in realtà l’Uomo.
Precisiamo quindi i due principali aspetti di questa breve analisi: la forma Uomo e l’Essere nell’Uomo.
Di primo acchito, questa suddivisione, per molte persone potrebbe sembrare una inutile differenziazione della medesima questione, invece l’approfondimento di questi due punti ci consentirà di realizzare al meglio ogni altro tipo di "questione".
Il termine "forma", e il conseguente concetto di "evoluzione" della forma, che peraltro è da sempre fonte di studio delle scienze, sta ad indicare la presenza di un "originale processo di manifestazione" da cui deriva la comparsa della necessità della "forma", perciò anche della sua evoluzione. Con questo nostro approccio andremo subito ad affrontare, o meglio ad evidenziare, i due limiti e i due confini principali della cosiddetta forma: l’infinito ed il finito, ovvero a dover ammettere ed accettare i due aspetti di infinita forma e di forma finita. Sorvolando ora i molti e semplici esempi che si potrebbero fare a tal proposito è bene invece concentrare l’attenzione sul senso di reciprocità che unisce e fonde questi due termini di "infinito" e di "finito" della forma. Essi sono infatti uniti e fusi come lo sono i due lati di una stessa "lente", indivisibilmente uniti in un medesimo strumento di osservazione o percezione, e che da un lato della stessa lente il "tutto" appare "grande" ed indefinibile, mentre osservando dal lato opposto il "tutto" appare piccolo e ben definito nell’indefinibile "grande". Realizzando come vera tale basilare reciprocità se ne conviene facilmente alla conseguente comprensione che l’infinito per esistere, o meglio per manifestare la propria esistenza, ha necessariamente bisogno del proprio riconoscimento nella dimensione del "finito", e che di conseguenza lo stesso finito può ricavare e scoprire la propria fonte di esistenza attraverso il riconoscimento dello stesso "infinito".
(cit. by A. Casari)
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Meditate internauti, se volete farlo ovviamente. Alla fine non è importante...

Hasta...

sabato 20 settembre 2014

ISF 100 - buddha

Data astrale. Anno IG 2014/09&-(( Le Falene/Grizzly di Union Metauri non sono riuscite a rendersi indipendenti dall'Impero Galattico.

Stante l'occasione centenariale, mi viene un esempio tra tanti di scittura 'fanta', un ISF classico, in cui racconto, musica e zen vanno via a braccetto e ben ci stanno. Sempre secondo me.
Un pezzo dal libro 'Godzilla e altri sogni_Blue Oyster Cult':
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La comunicazione è un mezzo importantissimo per abbattere pregiudizi e mitigare l’ignoranza, e la ‘qualità’ dell’informazione è quella che fa la differenza: sapere vuol dire aver la possibilità di rivoluzionare. Questo concetto vale anche per la musica.
Immersi nella musica lo zen naturale che è in noi prende il sopravvento. Si chiama Ekagrata, e nello specifico ci interessa il secondo dei quattro Dhyana, gli stati meditativi di coscienza nel Buddismo indiano. E’ la concentrazione cui viene ad aggiungersi l’incentramento dell’attenzione in un solo punto. Questo è l’inizio, poi la nostra ‘occidentalità’ ci porta a svariare mentalmente in tutte le direzioni possibili a seconda del karma di partenza assommato alle esperienze di vita.
Un esempio di come l’azione musicale può smuovere la mente verso direzioni fantastiche?
Sono un esperto in materia. Uno su tutti, dopo le prime due canzoni in stato ‘zen naturale’, recentemente, ascoltando Some Enchanted Evening credo per la milionesima volta, scatta Astronomy. La mente (libera da effetti dopanti di qualunque tipo, tengo a precisarlo, quindi nel caso specifico la psicologia contorta è tutta farina del mio sacco sballato) si è posta in uno stato di attesa.
Le prime note, lente, hanno dato vita a un’immagine di mondo primordiale, saturo di monti e foreste vergini. La situazione è di calma apparente, cielo carico di nubi da tempesta imminente. L’intro musicale prosegue, i bassi sono pieni e la struttura del pezzo inizia a prendere forma mentre il cielo è un blocco unico e i lampi scaricano in linee spesse e dirompenti. Il cambio di ritmo è potente come una molotov degna di Dei della Guerra che esplode, il cielo si squarcia, strappato da altrettali divine mani che si aprono il campo pronte a combattere. Il mondo primordiale subisce l’entrata come calpestato da giganti, rimpicciolisce fino a sparire lasciando la primarietà di soggetto ai due divini (o alieni) antagonisti. Chitarra, voce e base d’accompagnamento si completano in un blocco unico crescente, mobile nella schermaglia verbalmente muta dei contendenti.
Mai letto ‘Signore della Luce’ di Roger Zelazny? E’ un romanzo del 1967, attuale ancora ora come lo sarà fino a data da destinarsi, in cui il vecchio saggio della fantascienza riporta e spiega gli dei Indù in un futuro fantastico e lontano, dove scienziati terrestri si sono dati poteri semidivini grazie alla loro superavanzata tecnologia e il nome degli antichi dei. Una pietra miliare della letteratura SF. Se vi capita tra le mani…
Ero rimasto ai due Dei, e al primo ‘solo’ di chitarra lo scontro inizia. La volta planetaria prende fuoco mentre le foreste sottostanti si aprono e schiacciano come un prato d’erba spazzato dal vento di bora. Negli scuri generici, lampi di luce e flash più duraturi, che vanno per tutte le tonalità sfolgoranti dal giallo al rosso, accompagnano i due samurai-maghi con tanto di corazzature tecno-medioevali nel loro susseguirsi di colpi e parate. Katane (spade lunghe) immense ed energie universali si scontrano e infrangono in una lotta che non lascia premesse di un vincitore, nella solita metafora ritrita sul dualismo e sull’equilibrio: bene/male, Yin e Yang, maschile/femminile e via così.
Si ritorna al riff portante con la sua magica lentezza, una dinamo che gira e gira per ricaricare le batterie e arrivare alla prossima esplosione di energia. I due Dei sono rimasti ansanti, invisibili, la calma apparente del mondo primordiale è l’icona classica, scontata, di un’eventualità post-catastrofe. Il nero del cielo è minaccioso, i presagi terrificanti. Lo scontro e la musica ampliano l’aspettativa e la portata oltre il cielo, verso l’universo, con la visuale che si innalza ‘oltre’ a inglobare pianeti, un sole sbiadito e appena presente nonostante tutto, e un vuoto di punti stellati che non ha senso osservare. All’assolo portante, duraturo, favoloso, che Buck Dharma inizia similmente a un gong tibetano, piazzando ulteriori poche e significative note simili a mazzate su un incudine per poi scatenarsi in una sonata dar far invidia allo stesso Creatore di tutto, per gli Dei è nuovamente battaglia. Figure ancora più gigantesche all’apparenza, nel concerto universale sono solo esplosioni in allontanamento su un pianeta. La musica prosegue e invade l’Intero, l’universo trema, prende ad aprirsi e a perdere le prime briciole, a essere percorso da immense e potenti energie che spaccano il continuum come un foglio di giornale strappato. Il ‘nero del nulla’ prende a farsi largo nel ‘nero dell’universo’ che sta surclassando i colori della battaglia, in uno scalare di sovrapposizioni in cui, finita la musica, finisce la visione… nel niente.
E’ silenzio.
I pochi attimi successivi paiono secoli di fermo-immagine in cui nulla pare crescere in se stesso. E’ un’assurdità visiva: fissità-mobile… ma è proprio lei, è così, indescrivibile almeno fino a che un punto luminoso, subito dopo riconoscibile in una figura dorata seduta nella posizione del fior di loto, s’ingrandisce fino a poterlo discernere in un Buddha immobile con la chitarra in grembo.
Parte la canzone successiva, il Buddha apre gli occhi, sorride. Lascia scivolare la chitarra nel vuoto sotto di lui, si guarda la maglietta in cui le lettere B O C sbroccano in raggi come solida sostanza e si mette a ballare (non serve un piano d’appoggio) seguendo il nuovo agglomerato di note…
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Hasta Internauti, buon WK e alla prox.

giovedì 18 settembre 2014

ISF 099 - the connective world

Data astrale. Oggi è un classico 'no time day'. Quindi...

Tanto per non farci mancare niente, un nuovo blog del mondo connettivista, della sf in genere, in stile ISF.
Benvenuto nel territorio del 'world wide web'.


venerdì 12 settembre 2014

Concetti Zen 3 da 'Il Guerriero di Luce' di Marco Milani.mp4

Data astrale, Vixen è pronto alla trasformazione. La Profezia è in arrivo...

Buon weekend, internauti. La Forza sia con Noi.

lunedì 25 agosto 2014

Kipple blog: Yezidi, un estratto da "L'ombra del dio alato"

Kipple blog: Yezidi, un estratto da "L'ombra del dio alato" - C...: Su CarmillaOnLine il buon Danilo Arona, autore de L'ombra del dio alato, fa riferimento al suo testo tornato disponibile grazie a K...

Hasta internauti, vi lascio un'interessante lettura...

sabato 23 agosto 2014

Concetti Zen 1 da 'Il Guerriero di Luce' di Marco Milani EDS Queen w...

Data astrale, sempre su 'Forever rain' delfini e orche trattano finalmente la pace a finire la guerra dei 100 anni. Un altro traguardo raggiunto... Sulla Terra pare sia più difficile, mi dicono...

Hasta internauti, la Forza sia con Noi.



lunedì 18 agosto 2014

ISF 093 - diacronia

Data astrale, Ciclo interattivo tra Nova Matrix e Bustering. Speriamo bene, che se i cosmici e i gamma esagerano di energia assommata... Sulla Terra invece, specie in Padan Sector, piove.
Oggi ho sbattuto, chissà come, il naso su questa faccenda...
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In linguistica, diacronia (diakro'nia, termine formato con il prefisso greco δια-, dia-, che suggerisce differenziazione, e il sostantivo χρόνος, chronos, "tempo") indica lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo il loro divenire nel tempo, secondo una prospettiva dinamica ed evolutiva. Si contrappone concettualmente alla sincronia che è, invece, la considerazione delle lingue in un dato momento, astraendo dalla loro evoluzione nel tempo. La lingua di Dante e la lingua di Manzoni sono, ad esempio, "varianti diacroniche" dello stesso sistema linguistico (l'italiano).
Linguistica diacronica è, di fatto, sinonimo di linguistica storico-comparativa, mentre la linguistica generale è tipicamente sincronica. La necessità di tenere ben distinti i due punti di vista, sincronico e diacronico, è stata per la prima volta sottolineata dal linguista ginevrino Ferdinand de Saussure.
Gli altri parametri che determinano la variazione linguistica sono: la diatopia, in rapporto allo spazio; la diastratia, in rapporto alla condizione sociale dei parlanti; la diamesia, in rapporto al mezzo; la diafasia, in rapporto alla situazione.
Diastratia e diatopia sono variabili sociolinguistiche introdotte dal linguista norvegese Leiv Flydal nel 1952 e poi assunti, ridefiniti e sistematizzati dal linguista rumeno Eugen Coșeriu, che li integrò con la diafasia. Questi concetti sono mutuati sulla base della diacronia saussuriana.
(orig. cit. http://it.wikipedia.org/wiki/Diacronia)
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Avrò di che pensare... o di prendere solamente atto.
Hasta internauti.

venerdì 8 agosto 2014

ISF 092 - il raggiungimento del nulla

Data astrale. Quasar day: oggi la Legge di Hubble non è, per qualche divino motivo, applicabile.
Continuiamo sulla via dello zen, probabilmente questa estate porta verso una linea di pensiero meno drastica e tendente al soft.
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Il giorno in cui Buddha si illuminò, la gente si radunò intorno a lui e gli chiese: - Cos'hai raggiunto? - Buddha rispose: - Non ho raggiunto nulla. Sono semplicemente giunto a vedere ciò che non avevo mai perso. Ho trovato ciò che già possedevo -. A quel punto, in un moto di compassione, la gente di quel villaggio commentò: - Che peccato, hai lavorato per niente. - Sì - disse Buddha - in un certo senso è vero che ho lavorato inutilmente. Ma ora ho ottenuto questo vantaggio: adesso non dovrò più lavorare. Adesso non cercherò più alcunché, non farò alcun viaggio, non vagherò all'inseguimento di qualcosa: ecco ciò che ho guadagnato. Ora so di essere dove già ero.
 OSHO - da "L'immortalità dell'anima"
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Meditate, internauti. Nel frattempo auguro un buon weekend e che la Forza proceda nel suo Essere.

giovedì 7 agosto 2014

ISF 091 - lo Zen della gamba addormentata

Data astrale. Oggi SG, che non sta per StarGate ma per San Gaetano.
E' una giornata da storiella Zen, stavolta da un illuminante insegnamento tratto dal libro "Io sono Quello" di Nisargadatta Maharaj.
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L'interlocutore chiese a Maharaj: "Come sei tu quando dormi?" ed il Maestro rispose: "Sono consapevole di essere incosciente!"
Questa semplice risposta fa subito comprendere al ricercatore attento, che il Maestro stava rispondendo dal suo Essere Supremo e non dal punto di vista illusorio della mente. E' comprensibile comunque, che per molti questo tipo di risposta non sia del tutto decifrabile, anzi potrebbe sembrare uno dei tanti modi (filosofici) di raggirare la domanda piuttosto che di rispondervi.
A tal scopo, ora, vi racconto la spiegazione in forma Zen: "Prova ad analizzare per un momento cosa succede quando ti si addormenta una gamba, come succede mentre sei seduto scomodamente sul divano o sulla poltrona guardando la TV. Questa analisi, prova prima a farla dalla Tua reale prospettiva e poi da quella illusoria della gamba, questo ti aiuterà a trovare la risposta adeguata. Ne risulta infatti che Tu sei consapevole che la gamba (una parte del corpo e cioè della manifestazione) è divenuta incosciente perché si è addormentata. Tu solo lo sai. Dalla prospettiva "irreale" ed ipotetica di un "IO gamba" ne risulta invece la sua totale incoscienza. L'IO gamba non sa di essere addormentato, non sa di essere parte di un tutt'uno ed è incosciente dell'IO Reale (il vero Te stesso), essa infatti è priva di sensibilità nervosa/mentale anche di se stessa e priva di coscienza della fonte, ma non è privata del collegamento con la fonte - ne è solo temporaneamente incosciente. Tu infatti sei Consapevole di Te stesso e di tutto il corpo, compresa la gamba, in cui ti manifesti come Reale testimone - non grazie alla gamba che è incosciente, ma grazie al Reale Te stesso, che è riconoscibile nella gamba e nel corpo ma che è oltre gli stessi. Tu sei consapevole che la gamba è incosciente, perché tu non sei la gamba. Il Tuo Reale Essere Te stesso non muta a seguito dei mutamenti di coscienza della forma. Alla povera gamba addormentata (l'irreale IO gamba) non resta invece che svegliarsi dal suo intorpidimento per essere di nuovo cosciente e cercare di maturare la reale consapevolezza di sé."
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Hasta internauti, e buona serata.

sabato 2 agosto 2014

ISF 090 - forme pensiero

Data astrale. End of... Monday looms.
Buongiorno internauti, oggi un piccolo pensiero... una specie di 'svicolatura di testa'.
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Nel mondo della mente sembrano esserci diversi IO personali di uomini e donne in espressione, ma invece ci sono solo Qualità condensate espresse sino alla forma pensiero (qualità pensiero) - quelle stesse forme pensiero (in forma di uomini e donne) che poi attraverso lo spazio ed il tempo pensano illusoriamente, o sognano, di avere un loro personale IO che si esprime, dimenticando la propria reale Natura.
Maturiamone Coscienza. [cit. A.C.]
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Buon weekend.

domenica 27 luglio 2014

Kipple blog: Incontro con Alessandro Manzetti alla Scuola Internazionale di Comics

Data astrale. Oggi è il decennale dall'atterraggio su 'Sunglass', il torneo dei Templari 3D è alla quinta edizione.
Oggi, a proposito di 'Io scrivo fanta' vi presento uno bravo.

Hasta internauti, alla prox. E la Forza sia sempre con Noi.
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Kipple blog: Incontro con Alessandro Manzetti alla Scuola Inter...: Segnaliamo l'incontro Tra realtà e distopia , dove si parlerà, tra le varie cose, anche di Kipple editore di Manzetti e Battiago...

mercoledì 23 luglio 2014

ISF 088 - galassia madre

Data astrale... free day. Oggi si festeggiano i Santi Copia & Incolla.
Un racconto, pubblicato in ebook su Indeed Stories 6 (2012), in ebook e nel libro 50 sfumature di sci-fi (2013)
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GALASSIA MADRE


Quasar
Acronimo di Quasi Stellar Radio Source
(sorgente radio quasi stellare).
Corpo celeste con una rilevante
emissione di onde radio
dall’aspetto affine a una stella.


Il mio errore più grande… soprattutto dando per scontato che fosse veritiero il mio credere, indotto. Ho vissuto tutta la vita considerando scienza e poesia assolutamente non compatibili, agli antipodi del modo di essere e pensare.
“Invece qui…”

L’orizzonte mi parla,
e mi dice quello che ho sempre voluto sentire.
L’orizzonte si esprime seguendo lo scorrere dei suoi pensieri,
ora li capisco… sono i miei pensieri.
L’orizzonte è il confine,
lo specchio dell’anima… e di tutte le anime,
che ci prospetta i nostri desideri e le nostre paure,
perché quello abbiamo voluto vedere.
Deliri allucinanti! Assolute bugie!
L’orizzonte sono io. L’orizzonte siamo noi…
L’orizzonte è.
E il suo soffio vitale… è Quasar.

Qui scienza e poesia sono uno stato ‘naturale’ unificato, posso esprimermi in ‘poetico’ o dibattere in ‘scientifico’ e non ritrovo differenza in quello che provo.
“E vedo le quasar…”

Le quasar non sono corpi celesti leggendari posti a chimeriche distanze incalcolabili. Ci appaiono come normalissime stelle e, in rapporto, sono a noi molto vicine. Sono galassie-figlie partorite da galassie-madri, unite tra loro da veri e propri collegamenti materiali come un cordone ombelicale di cui rimane traccia, anche quando diventano “adulte” e si allontano dal “nido” di origine per compiere il loro destino universale.
Questo comportamento delle giovani quasar e l’essenza della loro relazione più che confidenziale con la galassia madre, comprova fuori d’ogni dubbio che l’universo stesso non si sarebbe manifestato qualche miliardo di anni fa deflagrando con un unico e immane botto, ma si tratta bensì di un processo continuativo – eterno – per un universo incessantemente simile a se stesso.
Simile al parto? Poi alla vita e alla morte? Come noi umani, né più né meno?
Per rimanere metaforicamente in tema, possiamo anche dirlo.
L’universo non ha origine, è sempre esistito. Galassie e stelle muoiono, galassie e stelle nuove nate prendono il loro posto. Il cuore delle galassie è il grembo per la creazione, l’universo apparente il posto in cui il “creato” può vivere e morire.
Un eterno movimento dove, in realtà, nulla succede.
Arp aveva ragione, perlomeno non talmente torto da considerarlo fuori strada. E con lui e i suoi quattro cavalieri dell’apocalisse, se così vogliamo definirli: Burbidge, Hoyle, Ambartsumian e Narlikar.
Stando alle sue supposizioni – che gli costarono piuttosto care sbattendo nell’atrofia di un ambiente cattedratico conservatore – l’universo evolverebbe mantenendosi in una configurazione stabile e autoregolata. La genesi della creazione della materia si localizzerebbe nel centro delle galassie madri, e invece la sua origine fisica primaria sarebbe l’energia di punto zero che erompe dal vuoto quantistico, assicurando un’unica creazione ripetuta in eterno ovunque nell’universo. Nessun singolo punto di partenza in era arcaica.
Esatto, con qualche pecca tipicamente sciento-razionale. Peraltro, di più non si può pretendere. Immettendo un osservatore le cose finiscono per essere “realmente”, anche quando non esistono.

Gli sproloqui, in effetti, sono il mio pane. Lo erano…
Da vivo, venne quel famoso momento in cui si combinarono eventi in una ben precisa forma di mente/materia/spazio/tempo: straparlavo di quasar, ero ubriaco fradicio, mi trovavo all’università, stavo dando l’ultimo esame. Mi soprannominarono Redshift, e, nonostante tutto, divenni comunque un astronomo.
Osservare il cielo era il mio lavoro, il mio diletto, la mia vita. Parlarne anche, non facevo altro. Osservare e parlare di quel che vedevo… o non vedevo ma stavo cercando.
In questo breve lasso in cui sono sì morto, fisicamente, e la mia coscienza individuale non è ancora in fase di riassorbimento nella coscienza universale, e ha ancora a disposizione la mente con tutti i suoi dati, ricordi e desideri, posso trovare una delle risposte che mi ha assillato in vita.
Una per tutte: - Quale è la verità?
C’è un percorso che vedo disteso davanti a me, al mio essere attuale, ne percepisco chiaramente la linea come fosse illuminata a mio esplicito uso tra la distesa di cordoni ombelicali simile a una ragnatela cosmica tridimensionale. Un percorso da compiere a ritroso, per sapere, capire una volta per tutte…
“Qual è, allora, la verità?”
Ecco il mio ragionamento, stilato simile a un telegramma e sintetico come un piano d’azione militare, e assolutamente contrario a quello che è sempre il mio dilapidatorio modo d’esprimermi.
Quasar. Le quasar sono le figlie delle galassie madri. La quasar cresce, si distanzia dalla madre e diventa galassia. Restano tracce dei cordone di raccordo.
Quasar. Galassia madre. GALASSIA MADRE.
GALASSIA MADRE. Dio. Verità.
“Vado!”
Andrò a visitare la Galassia Madre delle galassie madri. So dov’è. Mi basta affrontare la strada, entrare nel suo nucleo e…

Rieccomi, giusto in tempo. La mia coscienza individuale sta iniziando a epurare le tracce di umanità permase. Ma la mente che avevo in dotazione era forte, ci vorrà un po’.
La coscienza universale sta richiamandomi in Sé. Già comincio a comprendere molte cose, a giustificarne altre…
Avrei potuto aspettare e la risposta mi sarebbe arrivata senza andarla a cercare.
Qual è, infine, la verità?
Ho scoperto che Dio…
È comunque inutile che ve lo dica. Perché togliervi la sorpresa?
Lo scoprirete lo stesso al momento giusto. Tutto il resto è sogno.
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Buona serata internauti.

Indeed stories 6 (racconti dallo spazio)

Lo spazio, come qualsiasi appassionato di Star Trek sa bene, è l'ultima frontiera. Questi racconti infatti si spingono là dove nessun scrittore di fantascienza ha mai osato spingersi sino a oggi. Nello splendido Pris e Roy ritroviamo i due replicanti del cult-movie Blade Runner di Ridley Scott, mentre il successivo Labyrint ci trascina tra i meandri di un mortale gioco ipertecnologico. Ricco di preoccupazioni per il nostro presente è invece Radio Cyber Freedom, al contrario I Meccatronici ci fa conoscere una temibile specie aliena; senza dimenticare di citare al contempo una delle saghe robotiche più famose di tutti i tempi. Intriso di lirismo e di sense of wonder è Galassia Madre a cui fanno seguito i sottilmente inquietanti La cortina di ferro e Riflessioni sulle caratteristiche dell’Iterazione.

mercoledì 16 luglio 2014

ISF 087 - corpi spenti

Data astrale. 16 settimo delle lune orbitali settentrionali: concentro di Asimov.
A proposito di 'Io scrivo fanta', posto una recensione di un altro che 'scrive fanta'.
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Recensione a “Corpi spenti” di Giovanni De Matteo 
Urania Mondadori 1067 – giugno 2014 

Lo so, è più forte di me e non sarò certo il primo a dirlo: penso a De Matteo e mi si smuove l'associazione con Blade Runner; se vado a Pi-Quadro (e adesso anche “Corpi spenti”) non riesco a non visualizzare Harrison Ford, impermeabile e cappello, camminare su un marciapiede sotto un centellinare costante di piogge acide. È già nel 2005 mi si era stagliata l'accoppiata De Matteo/Blade Runner come una coppia di fatto, quando approntammo a quattro mani il racconto “E se i replicanti sognano angeli elettrici...” finito poi l'anno successivo su Next n. 5. 
Non intendo dire che De Matteo sia la versione 'mediterranea' di Philip K. Dick, anzi, potrei dirlo per sottintendere che è un bravo scrittore, ma non lo dico, perchè nella variegata produzione del connettivista Giovanni “X” De Matteo vi è originalità, caparbietà scientifica, sci-fi personalizzata e ormai riconoscibile come un'impronta retinea via bioscanner.
Ma torniamo al punto, recensire “Corpi spenti”.
Intanto mi intriga non poco la faccenda della Psicografia; la 'scienza' è fuori qualunque dubbio funzionante, i 'necromanti' leggono le memorie dei cadaveri e non solo. Grande 'abilità tecnica' di Giovanni nel renderla plausibile, che nel romanzo viene espletata in maniera 'scientificamente sublime' nei giusti tempi e incastri a trama senza appesantire, e la descrizione in tutti i suoi risvolti si centellina coerentemente al fine di avere un quadro completo a fine testo, come 'chicche' mollate lì 'quasi' – ribadisco 'quasi' – a caso: la metodologia tecno-psichica, le tecnologie applicate, le modalità di esecuzione, le controindicazioni e via così. 
La trama in breve: siamo nel 2061, due anni letterari avanti rispetto al 'premio Urania 2007' di cui il romanzo è seguito. Rimaniamo a Napoli, in una fase di Italia in secessione controllata con tutto il sud a se stante, da ristrutturare socialmente e politicamente e con tutte le sue 'storiche' determinate conflittualità. Vittorio Briganti – ancora lui – è un soggetto scomodo  per il nuovo che avanza, e la 'sua' sezione Pi-Quadro ormai ghettizzata è messa male: tanti nemici, troppi, tra i cosiddetti 'amici'.
Sullo 'sfondo narrativo' a fungere da contorno ai poliziotti necromanti che indagano abbiamo l'onnipresente Kipple, le neutralizzate spaziali, la Bassitalia, la 'produzione' di un assassino seriale e per finire una bella ibridata di mafie locali e internazionali, polizie e politici collusi, multinazionali. Da come l'ho descritto parrebbe un classico tendente al Noir, ma aggiungiamo anche il resto: Fantascienza, con la 'F' maiuscola. Lo sviluppo della storia è pienamente equilibrato, in crescendo a giungere dove deve, mai scontato, per un finale ad hoc. Il gioco è quindi fatto.
La partenza è scioccante, poi l'indagine parte lenta con cambi di ritmo improvvisi. Gli sviluppi globali che seguono sono complessi, difficili a volte da seguire ma 'doverosi' e onesti nella loro configurazione, precisi poiché così deve essere. I personaggi sono diversamente ognuno a sé, reali nella loro 'vitalità' letteraria da arrivare ad immaginarne le espressioni, condividerne pensieri e parole fino ad immedesimarsi, a volte addirittura a comprenderli, esagero, a livello di coscienza. Spunti e impennate narrative alla 'De Matteo', connettono ottimamente le varie anime della storia a forgiare, alla fine, un'Unico oggetto perfetto denominato 'Corpi spenti'.
Non aggiungo altro. Da leggere assolutamente.
Milani Marco

sabato 12 luglio 2014

ISF 086 - Krishna

Data astrale. Summer-falling which continues unabated...
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Arjunà disse:
"Che cosa accade, o Krishna, a chi non riesce, a chi ha cercato devotamente di meditare, ma non è riuscito a controllarsi perché la sua mente si è smarrita durante la pratica?
"Forse egli perisce come una nuvola lacerata se non trova la via a Brahman - non trovando rifugio in Lui e rimanendo immerso nell'illusione, uscito fuori strada da entrambe le vie quella dell'unione Divina e delle giuste attività?
"Rimuovi per sempre tutti i miei dubbi, Krishna, perché nessuno tranne Te può dissipare le mie incertezze."
Il Signore Beato disse:
"Arjuna, figlio Mio, per chi fa buone azioni non vi è mai distruzione. Sia in questo mondo che nell'aldilà, egli non cade in una brutta condizione!"
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Buon weekend internauti. La Forza sia con Noi, potrebbe servire davvero.

Lab-U l’accesso
La Terra...
Il nostro mondo non è unico e nemmeno così originale.
In realtà le sue versioni sono infinite, tanti ‘Pianeta Terra’ affiancati tra loro come le pagine del medesimo libro. Simili, quasi uguali, abbastanza vari, totalmente diversi… E come le diverse pagine scritte insieme e rilegate formano un libro, il Lab-U collega tutte le diverse varianti di ‘mondo’ in una multidimensione unitaria ed è percorribile, conoscendone gli accessi e il funzionamento.
Mauro è un sedicenne curioso a sufficienza da ipotizzare la locazione esatta di un varco per entrare nel Lab-U, anche Lomach, ma in una dimensione adiacente. Da loro incontro non casuale si avvia, con la spensieratezza propria di ragazzi in fase di crescita, impiccioni, ironici e miscredenti, un’avventura a conoscere i relativi mondi, a conoscersi e interagire con le proprie diversità, a capire cos’è il Lab-U e come funziona.
Come un libro ha una copertina anche il Lab-U con i suoi mondi paralleli ha un punto di partenza, il collante che da origine al Tutto e lo tiene insieme: quello è il primo obiettivo.
Il primo viaggio attraverso i meandri fantastici del Lab-U fino ad arrivare a Mu. Non sarà così semplice…
http://www.bookstoregds.com/catalog/product/view/id/124954

giovedì 3 luglio 2014

ISF 085 - il demone del moto perpetuo

Data astrale. 171° gh* # sept.
Stasera storiella Zen...
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Il demone del moto perpetuo

Ariosto cammina sempre. Se avesse un contachilometri incorporato ormai l’avrebbe ridotto a fine corsa. Le sue gambe sono come un ingranaggio a vite universale, non fosse che il tempo passa anche per lui lo direi posseduto dal demone del ‘moto perpetuo’. È piccolo e pelato, nato pelato probabilmente, nato pelato e con la sportina della Coop incorporata nella mano destra.
Nella sportina in plastica della Coop c’è sempre dentro qualcosa e morirò certamente senza mai venire a conoscenza del contenuto, a meno che Ariosto non si riveli un normale essere umano, muoia prima di me e alla sistemazione delle spoglie nelle bara qualcuno si prenda la briga di guardarci dentro e di rivelare il mistero al mondo.
Ariosto cammina e te lo ritrovi in qualunque luogo a qualsiasi ora nel giro delle tre province adiacenti: Ferrara, Rovigo e Mantova. Il punto esatto del raccordo è a 8 chilometri in linea d’aria, peccato solamente l’impossibilità di segnalarlo con una bandiera o un monumento, essendo in centro al grande Fiume. Magari una boa multicolore... Cammina con la sua sportina della Coop, passo spedito. Maglietta verde militare d’estate, cappottino verde militare d’inverno. Jeans sbiaditi fuori misura e ai piedi scarpe da tennis di tela dell’Adidas, ‘verdino militare’, le costanti.
Mi viene da chiedergli dove le comprate quelle scarpe ‘eterne’, magari esiste veramente il demone del moto perpetuo e gliele ha regalate lui, o ne è posseduto, o è lui il demone, disperso nei meandri della Pianura Padana a camminare e camminare alla ricerca di una strada che lo riporti a casa, a ‘Demon City’ o come si potrebbe chiamare la terra dei demoni.
L’unica volta che lo incrociai gli chiesi semplicemente, d’istinto: “Dove cammini?” La domanda in sé è abbastanza stupida, incompleta come richiesta di notizie e abilitata a qualunque tipo di risposta, dal fatidico ‘fatti i cazzi tuoi’ all’ironico ‘sul ciglio della strada’.
Ariosto si fermò un solo secondo, tempo di rispondere senza guardarmi in faccia.
Cercava le merde da pestare perché portano fortuna.
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Hasta siempre, internauti.

domenica 22 giugno 2014

NeXT 15

Data astrale, 7 di Pax. Raduno delle Aeronavi Intruder: luna3 -17°34 A - 68°56 B.

Buona serata internauti, che sia una nuova settimana proficua.
Vi lascio un 'sempreverde': www.next-station.org

mercoledì 11 giugno 2014

ISF 082 - il tempo non esiste

Data astrale, pianeta Terra: S. Barnaba. I Giudei, dopo averlo fatto molto soffrire, lo lapidarono. Per dire...
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Nuvole basse,
come bianche astronavi,
regine del cielo.

Ora sbuffi di fumo,
ora cariche d’ira,
beltà di natura
vagabondando in eterno.

Forme struggenti
e lo stesso ispiranti,
da amebe dell’aria,
pronte a colpire,
anche la fantasia.

Forza e carezza,
come solo può agire,
chi non è costretto
a pensare.
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Sono una serie di parole piazzate una di seguito all'altra, scritte circa un quarto di secolo fa, che, data la metrica anomala, qualcuno mi ha detto: potrebbe essere una poesia. Chissà cosa mi ero bevuto... Mah...!
Hasta internauti, occhio... il tempo non esiste ma continua a scorrere. Buona serata.

mercoledì 4 giugno 2014

ISF 081 - incorruttibilità

Data astrale. 300° Anniversario dell'approdo su Rainearth. Per i terrestri, tanto per dare un'idea, è simile alla Pianura Padana verso i primi di giugno.
Argomento del giorno: non c'è. Quindi... dal Vangelo di Filippo, altra cosuccia che risuona interessante e che mette in moto un po' di neuroni.
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99.) Il mondo è stato creato in seguito ad una trasgressione. In effetti colui che l'ha creato voleva farlo incorruttibile ed immortale, ma egli ha commesso una trasgressione e non ha soddisfatto la sua speranza. Infatti l'incorruttibilità del mondo non c'è stata e non c'è stata l'incorruttibilità di colui che ha fatto il mondo. Veramente non c'è incorruttibilità nelle opere, ma nei figli, e nessuna opera potrà ricevere la incorruttibilità, a meno che diventi figlio. Ma colui che non ha la possibilità di ricevere, quanto maggiormente non potrà dare!
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Meditate internauti, meditate... y hasta...


mercoledì 28 maggio 2014

ISF 080 - klingon

Data astrale...
Vota Klingon, vota Klingon, vota Klingon... per le sovranità locale contro un sistema di Direzione Universale obsoleto e autoritario. Contro il Credito, moneta unica inutile a discapito delle popolazione e favorevole solo agli intrallazzi della BCU e delle Gilde multiplanetarie.
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Stasera micro storiella...

Come ritrovarsi davanti una macchina che percorre l’autostrada in senso sbagliato non è una bella sorpresa, oltre a non aspettarselo nel modo più assoluto, nella vita succedono fatti che ti arrivano ‘duri’ tra capo e collo senza averne il benché minimo preavviso. È un ciclone che ti investe e sbatte su scogli granitici e aguzzi, mentre visti dalla spiaggia somigliavano a dolci collinette di tenero marzapane.
La lavanda è una pianta che mi da pensare. La prima volta che la incroci ti rapisce, non sai cos’è però è talmente bella che ti incanti a guardarla per ore. Poi chiedi al primo che passa: che pianta è questa? È fantastica. È meravigliosa. È straordinaria.
Il frutto geniale di una fantasia divina, che solo per aver creato uno splendore simile merita honoris causa l’appellativo divino. Questo considerando divinità (o una divinità) come entità, più che la natura intrinseca di dio (di un dio), un soggetto supremo con capacità altrettanto eccelse.
- Che pianta è? - Lo chiedo al tipo ora fermo con le braccia conserte, che vedo mi guarda in maniera espressivamente lampante come fossi un deficiente. E badare bene, non come un deficiente che deficie per mancanza di informazioni, ma come fossi un carente mentale.
Non risponde, non ancora. Traspare l’espressione da felino che ha avvistato il topo distratto e attende il giusto momento per compiere il balzo e concluderne il ciclo vitale.
- Che pianta è?
- È la lavanda. - Ed è qui che ti ritrovi davanti la famosa macchina che percorre l’autostrada in senso sbagliato. Lo dice calcando di forza eloquente prima sul verbo (duro) e poi sul soggetto finale (durissimo), con soddisfazione, un saputello bastardo con il sorriso che gli spunta di sghimbescio.
Che nome di merda.
Basta un nulla a rovinare la magia del non sapere. O un imbecille convinto d’aver in ogni caso imboccato il giusto senso autostradale.
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Buona serata internauti. La Forza sia con Noi.


mercoledì 21 maggio 2014

ISF 079 - dart vader

Data astrale. Terzo Kyr di Tzyagoh. Oggi è il compleanno di Dart Vader... Auguri Maestro.
Detto ciò, oggi gira 'stranamente'. Continuo a credere che tutto quell'incrociarsi di scie chimiche sopra la nostra testa non sia molto salutare...
Vi lascio uno scritto, qualcosa di tipo 'incazzato zen' o 'similmente disturbato'.
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Cosa è la realtà? Cosa è buono? Cosa è giusto?
A contro B. Caino contro Abele. Cane contro gatto. Staticità eternamente contrapposta a dinamicità.
Quella scatola rettangolare esteticamente discreta che raccoglie voci e immagini da quel cavetto a muro che pare un tubetto flaccido e inutile, ha un difetto: non è vera e nemmeno costruttiva. Potrebbe/dovrebbe esserlo ma non lo è. Con quel suo che di immediatezza e rapidità che pare tutto debba esploderti in faccia da un momento a... subito. Ti lascia la maggior parte delle volte con quella sensazione opprimente del ‘stiamo per arrivare alla resa dei conti’ imbrigliando con diramazioni energetiche negative invisibili in un buco nero, e non propriamente di quelli sparsi tra le galassie.
L’aria fresca della sera che avevo appena annusato come fosse un fragrante profumo d’oriente, ora ha come minimo tracce odorose di liquami. Se le cerchi, in sottofondo, le trovi. L’azzurro del cielo, sempre oltre la medesima finestra, da attenuato a tonalità quasi magiche da una tenda trasparente con i suoi artefatti grafici... è grigio. La tenda, adesso opaca, sa di polvere.
Voci e immagini sono ossessioni. Spingo un pulsante su un rettangolino più piccolo che mi ritrovo tra le mani. Cambiano voce e immagini, rimane la stessa ossessività. Spingo un altro pulsante. Cambio... ossessivo. Pulsante. Ossessivo. Pulsante. Ossessivo.
Un paio di amici una volta mi dissero che da ben tre intere settimane non accendevano la TV (ndr. La scatola rettangolare, che è bene precisare, si deve accendere e non lo fa da sola. Per ora). Entrambi, una coppia sposata, nel ribadirlo sorridevano.
Vorrei sparare a qualcuno. Detto ciò ognuno è libero di fare ciò che gli pare, basta che non coinvolga me.
Riesco a spingere un altro pulsante sul rettangolino più piccolo. Spariscono voci e immagini. È già qualcosa. Continuo a voler sparare a qualcuno.
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Hasta internauti. Il 'lato oscuro' è alla porta: potrebbe decidere di bussare...

venerdì 16 maggio 2014

Booktrailer3 LAB U di Marco Milani by EDS GDS track Nazareno Barra arbeit macht frei

Data astrale. Su Quake entriamo nella sommatoria dei Momenti: alle astronavi è vietato avvicinarsi; si consiglia una distanza minima di orbita di 2 parsec... 3 con motori antimateria potenziati oltre la configurazione standard.

Buon weekend, internauti. La Forza sia Noi, ne avremo bisogno.

sabato 10 maggio 2014

[HD] Anime Dannate - Folkstone official Videoclip

Data astrale. Idem...
Special post 'fuori ordinanza' dedicato al mio primo follower:
Vinicio Motta - http://keymaster233.blogspot.it

Hola!

Kipple blog: Stephen King parla di 22/11/'63: il video sottotitolato in italiano

Data astrale. Terzo pianeta del sistema Solare, una domenica mattina come tante...
Piazzo su un interessante link by Kipple.

Hasta internauti.

Kipple blog: Stephen King parla di 22/11/'63: il video sottotit...: Pubblicato in Italia 8 novembre 2011, il romanzo fantascientifico di Stephen King 22/11/'63 parla di viaggi nel tempo legati a uno de...

venerdì 9 maggio 2014

ISF 075 - il libro del Nulla

Data astrale. Stagione delle balene volanti su Teti IV, terzo periodo di trasmigrazione.
N.B. sconsigliate le gite via aliante.

Buona serata internauti, questa è dichiaratamente una 'mind location' di livello zen. Sono appena rientrato, ma fuori, il mondo, mi si è così espresso.
Quindi, piccola chicca, l'inizio de: Il Libro del Nulla, di Hsin Hsin Ming.
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Intro
La Grande Via non è difficile per coloro che non hanno alcuna preferenza.
Quando Amore e Odio sono entrambi assenti ogni cosa diviene chiara e viene svelata.
Ma fai la più piccola distinzione, e paradiso e terra saranno infinitamente lontani.
Se desideri vedere la verità non parteggiare a favore o contro.
La lotta tra ciò che uno vuole e ciò che non vuole è la malattia della mente.

I
Quando il profondo significato delle cose non viene compreso la pace essenziale della mente
è disturbata senza alcun vantaggio.
La via è perfetta come un vasto spazio in cui nulla difetti e nulla sia in eccesso.
In realtà, spetta a noi decidere se accettare o rifiutare il fatto che non vediamo la
vera natura delle cose.
Vivi né nelle trappole delle cose esterne, né nei sentimenti interiori di vuotezza.
Sii sereno senza forzare l'attività nell'interezza delle cose e tali erronee convinzioni
scompariranno da sole.
Quando provi a interrompere l'attività per conseguire la passività il tuo stesso sforzo ti
pervade di attività.
Fino a che rimani in un estremo o in un altro non conoscerai mai l'Interezza.
Coloro che non vivono nella singola Via trascurano sia attività che passività, affermazione
e negazione.
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Meditate internauti, e la Forza sia con Noi.

martedì 6 maggio 2014

Booktrailer2 LAB U di Marco Milani by EDS GDS track Axxis fire and ice

Data astrale. Ventesimo anniversario dello sbarco di Saturno 3 su Rigel. L'Impero piazza i suoi primi passi fuori dai Sistemi primari...

Buona serata internauti, con un po' di buona musica.

giovedì 24 aprile 2014

ISF 073 - un altro vangelo

Data astrale. 24 del mese siderale Yen, quando le balene cosmiche migrano verso le estremità della nostra galassia per luoghi ancora inesplorati ai più...
Oggi piazzo un pezzetto tratto dal 'Vangelo di Filippo'. Sì, lo so, non è propriamente uno di quelli ufficiali, ma ci ho trovato dentro cose alquanto interessanti. Eccone una...
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84.) Ci sono due alberi in mezzo al Paradiso: uno produce animali, l'altro produce uomini. Adamo ha mangiato dell'albero che produce animali ed è diventato animale ed ha generato animali. Per questo i figli di Adamo venerano dei che hanno forma di animali. L'albero di cui Adamo ha mangiato i frutti è l'albero della conoscenza. Per questo i peccati sono divenuti numerosi. Se egli avesse mangiato dell'altro albero, i frutti dell'albero della vita, che produce uomini, gli dei venererebbero l'uomo.

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Hasta internauti. La Forza sia con Noi.
Vi risegnalo, se volete dare loro un'occhiata, quelli che secondo me sono 2 tra i migliori blog di 'sostanza' in ambito 'Io scrivo fanta'.



lunedì 21 aprile 2014

Booktrailer1 LAB U di Marco Milani by EDS GDS track Asthar misty dawn

Data astrale, lunedì del ritorno. Multifestività che interessa ben più di un singolo pianeta.
Godetevi la giornata, e che trascorra bene e il più lentamente possibile che domani è un altro giorno...

Hasta internauti.

giovedì 17 aprile 2014

ISF 071 - Lab-U

Data astrale... uno dei casi di vuoto spazio-temporale.
In tal contesto mi è tornato in mente un 'pezzo' che avevo letto e che ora sono andato a rispulciare fuori...
Riporto:

- Attraverso uno dei molti modi di occuparsi di spiritualità - leggendo libri, praticando determinati metodi di meditazione, preghiera, rituali religiosi…, molti si creano riguardo a se stessi un’immagine di persone “spirituali”, mentre rispetto a coloro che non si occupano di spiritualità o lo fanno in modo diverso, si creano l’idea di persone “meno spirituali” o “non spirituali”. Tali modi di vedere portano in sostanza sempre alla superbia, alla base della quale c’è il giudicare mentale di processi che avvengono “al di là della mente”.

Comunque, adesso che lo rileggo, già non capisco più perchè mi è tornato in mente. Mistero... della mente.
Buona serata internauti.

Vi lascio un link, se vi potesse interessare, con il mio ultimo appena uscito ebook.
Questa è la frase che 'dovrebbe' smuovere i 'processi curiosi': 

... quando comprendi che
il TUO mondo
è soltanto una pagina
di un immenso libro ...
e scopri il modo di
LEGGERE
le altre ...


giovedì 10 aprile 2014

ISF 070 - piazza tienanmen

Data astrale 10 quadrus Era post-R. I primi replicanti su Trantor iniziano a ribellarsi all'Impero...
E stasera, dopo vari giorni di assenza per motivi tecnici, una breve storiella.
...
Conosco una ragazza che è riuscita a litigare con un pollo.
Questo emerito bipede era in mezzo a un incrocio. Un pollo non intendendo un eufemismo per indicare un imburnito ciclista, automobilista o pedone, ma un vero pollo, con tanto di penne, cresta e becco. Il pollo era lì in mezzo ben deciso a rimanerci, nonostante lo sbraitare della ragazza e i tentativi di smuoverlo fisicamente. Era come un elastico che tornava allo stato originale, e dava delle beccate non indifferenti. Varie auto si erano fermate dietro la ragazza creando un piccolo ingorgo, perlomeno era una strada secondaria e tranquilla.
Alla fine, uno degli astanti è rimontato sulla sua vettura optando per la trasformazione del pollo in una schiacciatina.  La ragazza, animalista convinta, sudata dopo venti minuti sotto il sole cocente d’agosto, è risalita in macchina e ha proseguito.
Per il pollo, un tentativo malriuscito di emulazione per piazza Tienanmen.
...
Hasta internauti, e nonostante Maha Maya sia in una fase in cui sta dando il peggio di sè, la Forza sia sempre con noi.

sabato 29 marzo 2014

ISF 069 - racconti oscuri

Data astrale. 29 maner di Taursus: la notte delle novae.

Giovane dio di questa terra di sogno
fai le tue offerte con devozione e mai con presunzione,
onora come tuoi i doni ricevuti
ed esprimiti sempre con regale compassione
affinché tutto non crolli e non venga di nuovo perduto.
Ricorda che senza il tuo assenso
IO non sono te
ma SONO.

Buenas tardes, internauti.
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Indeed stories 2 (racconti oscuri)

Se il ritrovarsi con i vecchi compagni di scuola può riservare delle amare sorprese (Tanti auguri), pure una tranquilla città d'arte come Firenze non è immune dal male rappresentato dal Necronomicon, il celebre libro dell'occulto di cui parlò H. P. Lovecraft (La casa vicino a Firenze). Persino essere in armonia con il prossimo è un compito che può nascondere spiacevoli conseguenze (Ho fatto pace col mondo) mentre Il tema di Pierino vedrà degli sfortunati vigili del fuoco trascinati in un incubo al di là di qualsiasi immaginazione. Claustrofobia e grotte la fanno da padrone in La vera storia di A.D. Dal canto loro Racconto psichico, Il corvo e il gatto e Racconto riescono in poche battute a introdurre il lettore in universi “neri” dominati dalla follia, la disperazione e il più puro orrore.