giovedì 25 settembre 2014

ISF 101 - uomo

Data astrale, new course. Quando tutto cambia senza nulla cambiare.
Questo per dire che mica siamo qui a...
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Prima di tutto, è da consapevolizzare chi è in realtà l’Uomo.
Precisiamo quindi i due principali aspetti di questa breve analisi: la forma Uomo e l’Essere nell’Uomo.
Di primo acchito, questa suddivisione, per molte persone potrebbe sembrare una inutile differenziazione della medesima questione, invece l’approfondimento di questi due punti ci consentirà di realizzare al meglio ogni altro tipo di "questione".
Il termine "forma", e il conseguente concetto di "evoluzione" della forma, che peraltro è da sempre fonte di studio delle scienze, sta ad indicare la presenza di un "originale processo di manifestazione" da cui deriva la comparsa della necessità della "forma", perciò anche della sua evoluzione. Con questo nostro approccio andremo subito ad affrontare, o meglio ad evidenziare, i due limiti e i due confini principali della cosiddetta forma: l’infinito ed il finito, ovvero a dover ammettere ed accettare i due aspetti di infinita forma e di forma finita. Sorvolando ora i molti e semplici esempi che si potrebbero fare a tal proposito è bene invece concentrare l’attenzione sul senso di reciprocità che unisce e fonde questi due termini di "infinito" e di "finito" della forma. Essi sono infatti uniti e fusi come lo sono i due lati di una stessa "lente", indivisibilmente uniti in un medesimo strumento di osservazione o percezione, e che da un lato della stessa lente il "tutto" appare "grande" ed indefinibile, mentre osservando dal lato opposto il "tutto" appare piccolo e ben definito nell’indefinibile "grande". Realizzando come vera tale basilare reciprocità se ne conviene facilmente alla conseguente comprensione che l’infinito per esistere, o meglio per manifestare la propria esistenza, ha necessariamente bisogno del proprio riconoscimento nella dimensione del "finito", e che di conseguenza lo stesso finito può ricavare e scoprire la propria fonte di esistenza attraverso il riconoscimento dello stesso "infinito".
(cit. by A. Casari)
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Meditate internauti, se volete farlo ovviamente. Alla fine non è importante...

Hasta...

sabato 20 settembre 2014

ISF 100 - buddha

Data astrale. Anno IG 2014/09&-(( Le Falene/Grizzly di Union Metauri non sono riuscite a rendersi indipendenti dall'Impero Galattico.

Stante l'occasione centenariale, mi viene un esempio tra tanti di scittura 'fanta', un ISF classico, in cui racconto, musica e zen vanno via a braccetto e ben ci stanno. Sempre secondo me.
Un pezzo dal libro 'Godzilla e altri sogni_Blue Oyster Cult':
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La comunicazione è un mezzo importantissimo per abbattere pregiudizi e mitigare l’ignoranza, e la ‘qualità’ dell’informazione è quella che fa la differenza: sapere vuol dire aver la possibilità di rivoluzionare. Questo concetto vale anche per la musica.
Immersi nella musica lo zen naturale che è in noi prende il sopravvento. Si chiama Ekagrata, e nello specifico ci interessa il secondo dei quattro Dhyana, gli stati meditativi di coscienza nel Buddismo indiano. E’ la concentrazione cui viene ad aggiungersi l’incentramento dell’attenzione in un solo punto. Questo è l’inizio, poi la nostra ‘occidentalità’ ci porta a svariare mentalmente in tutte le direzioni possibili a seconda del karma di partenza assommato alle esperienze di vita.
Un esempio di come l’azione musicale può smuovere la mente verso direzioni fantastiche?
Sono un esperto in materia. Uno su tutti, dopo le prime due canzoni in stato ‘zen naturale’, recentemente, ascoltando Some Enchanted Evening credo per la milionesima volta, scatta Astronomy. La mente (libera da effetti dopanti di qualunque tipo, tengo a precisarlo, quindi nel caso specifico la psicologia contorta è tutta farina del mio sacco sballato) si è posta in uno stato di attesa.
Le prime note, lente, hanno dato vita a un’immagine di mondo primordiale, saturo di monti e foreste vergini. La situazione è di calma apparente, cielo carico di nubi da tempesta imminente. L’intro musicale prosegue, i bassi sono pieni e la struttura del pezzo inizia a prendere forma mentre il cielo è un blocco unico e i lampi scaricano in linee spesse e dirompenti. Il cambio di ritmo è potente come una molotov degna di Dei della Guerra che esplode, il cielo si squarcia, strappato da altrettali divine mani che si aprono il campo pronte a combattere. Il mondo primordiale subisce l’entrata come calpestato da giganti, rimpicciolisce fino a sparire lasciando la primarietà di soggetto ai due divini (o alieni) antagonisti. Chitarra, voce e base d’accompagnamento si completano in un blocco unico crescente, mobile nella schermaglia verbalmente muta dei contendenti.
Mai letto ‘Signore della Luce’ di Roger Zelazny? E’ un romanzo del 1967, attuale ancora ora come lo sarà fino a data da destinarsi, in cui il vecchio saggio della fantascienza riporta e spiega gli dei Indù in un futuro fantastico e lontano, dove scienziati terrestri si sono dati poteri semidivini grazie alla loro superavanzata tecnologia e il nome degli antichi dei. Una pietra miliare della letteratura SF. Se vi capita tra le mani…
Ero rimasto ai due Dei, e al primo ‘solo’ di chitarra lo scontro inizia. La volta planetaria prende fuoco mentre le foreste sottostanti si aprono e schiacciano come un prato d’erba spazzato dal vento di bora. Negli scuri generici, lampi di luce e flash più duraturi, che vanno per tutte le tonalità sfolgoranti dal giallo al rosso, accompagnano i due samurai-maghi con tanto di corazzature tecno-medioevali nel loro susseguirsi di colpi e parate. Katane (spade lunghe) immense ed energie universali si scontrano e infrangono in una lotta che non lascia premesse di un vincitore, nella solita metafora ritrita sul dualismo e sull’equilibrio: bene/male, Yin e Yang, maschile/femminile e via così.
Si ritorna al riff portante con la sua magica lentezza, una dinamo che gira e gira per ricaricare le batterie e arrivare alla prossima esplosione di energia. I due Dei sono rimasti ansanti, invisibili, la calma apparente del mondo primordiale è l’icona classica, scontata, di un’eventualità post-catastrofe. Il nero del cielo è minaccioso, i presagi terrificanti. Lo scontro e la musica ampliano l’aspettativa e la portata oltre il cielo, verso l’universo, con la visuale che si innalza ‘oltre’ a inglobare pianeti, un sole sbiadito e appena presente nonostante tutto, e un vuoto di punti stellati che non ha senso osservare. All’assolo portante, duraturo, favoloso, che Buck Dharma inizia similmente a un gong tibetano, piazzando ulteriori poche e significative note simili a mazzate su un incudine per poi scatenarsi in una sonata dar far invidia allo stesso Creatore di tutto, per gli Dei è nuovamente battaglia. Figure ancora più gigantesche all’apparenza, nel concerto universale sono solo esplosioni in allontanamento su un pianeta. La musica prosegue e invade l’Intero, l’universo trema, prende ad aprirsi e a perdere le prime briciole, a essere percorso da immense e potenti energie che spaccano il continuum come un foglio di giornale strappato. Il ‘nero del nulla’ prende a farsi largo nel ‘nero dell’universo’ che sta surclassando i colori della battaglia, in uno scalare di sovrapposizioni in cui, finita la musica, finisce la visione… nel niente.
E’ silenzio.
I pochi attimi successivi paiono secoli di fermo-immagine in cui nulla pare crescere in se stesso. E’ un’assurdità visiva: fissità-mobile… ma è proprio lei, è così, indescrivibile almeno fino a che un punto luminoso, subito dopo riconoscibile in una figura dorata seduta nella posizione del fior di loto, s’ingrandisce fino a poterlo discernere in un Buddha immobile con la chitarra in grembo.
Parte la canzone successiva, il Buddha apre gli occhi, sorride. Lascia scivolare la chitarra nel vuoto sotto di lui, si guarda la maglietta in cui le lettere B O C sbroccano in raggi come solida sostanza e si mette a ballare (non serve un piano d’appoggio) seguendo il nuovo agglomerato di note…
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Hasta Internauti, buon WK e alla prox.

giovedì 18 settembre 2014

ISF 099 - the connective world

Data astrale. Oggi è un classico 'no time day'. Quindi...

Tanto per non farci mancare niente, un nuovo blog del mondo connettivista, della sf in genere, in stile ISF.
Benvenuto nel territorio del 'world wide web'.


venerdì 12 settembre 2014

Concetti Zen 3 da 'Il Guerriero di Luce' di Marco Milani.mp4

Data astrale, Vixen è pronto alla trasformazione. La Profezia è in arrivo...

Buon weekend, internauti. La Forza sia con Noi.