martedì 20 ottobre 2015

Kipple presenta i racconti di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare due pubblicazioni che esplorano l’universo dei racconti di Sandro Battisti, Premio Urania 2014. Nella produzione dell’autore esistono due scenari, uno che tratteggia il territorio dell’Impero Connettivo, maggiormente esplorato dai romanzi della saga cui fa parte il suddetto Premio Urania 2014, e l’altro che raccoglie tutte le altre suggestioni via via espresse negli anni. Vi presentiamo, quindi, I dispacci imperiali e Nel paradigma frattale, rispettivamente per la collana Spin-off e per Avatar, entrambi in formato coverdispaccidigitale.

I DISPACCI IMPERIALI | Sinossi

Una raccolta di racconti che indagano minuziosamente il mondo imperiale connettivo, retto dall’alieno Totka_II e dal suo plenipotenziario Sillax che realizzano una diarchia di fatto dove le ampie vedute dell’alieno vengono attuate dal suo funzionario principale, dove si muovono in sottofondo altre figure minori dell’apparato imperiale in cui convergono, come ogni storia minuta e vissuta, personaggi del popolo postumano connettivo consci di vivere un’esperienza indimenticabile, storica, lì dove il Tempo e lo Spazio non hanno significato.

NEL PARADIGMA FRATTALE | Sinossi

coverparadigmaSquarci di un futuro che appare connesso, dove le suggestioni personali sono il tappeto umorale sempre sull’orlo di una trascendenza mai annunciata, ma effettiva; i personaggi racchiusi da questa raccolta di racconti di Battisti si muovono sempre in uno stato trasognato, dove la realtà non è mai davvero ciò che appare, dove dietro ogni curva si apposta un’entità, un’energia che prelude a un’epifania o a una perdizione, in pochi in grado di percepire. Weird e cibernetica, trascendenza e visioni acide si susseguono in un climax che ha aperto una strada inesplorata dalla SF italiana ed estera.

Estratto

Sillax s’inchinò verso lo spiraglio olografico da cui effluvi di energia anticipavano rapidamente le volontà del monarca. Icone empatiche appese a mezz’aria segnalavano livelli di epifania standard per le emanazioni imperiali.
– Potrei cominciare dall’impartirti il comando iniziale, caro funzionario Sillax, ma perché rendere le cose facili e noiose? Per questo servizio impellente comincerò dalle mie ultime parole, tanta è la frenesia che mi prende e il desiderio di non annoiarmi che mi sovrasta. Per cui, riavvolgi lo scenario che ti sto per mostrare e inizia dalla fine; non abbiamo certo bisogno dello scorrere canonico dell’entropia per risolvere le questioni, vero?
Altre piccole icone tridimensionali lampeggiavano in uscita dal trono imperiale quasi fossero residui, rimasugli sacrificabili di un’elaborazione informativa, come gocce di un propellente fuori da un serbatoio riempito all’inverosimile.
Sillax non fece in tempo a parlare che si sentì immediatamente stanco, profondamente spossato da un concetto sfuggente che sentiva di dover reiterare ossessivamente a Totka_II, altrimenti avrebbe perso tempo e forse anche importanti posizioni strategiche. Il fumo di una battaglia campale appena terminata si stava diradando e sui prati rimanevano ombre bruciate, chiazze di grasso scuro e mefitico che indicavano rapide decomposizioni di carapaci evoluti, postumani, racchiusi in cases completi di ogni comfort e connessioni neurali, come tante tartarughe futuriste. Sillax comprese che doveva interpretare la scena per trovare l’origine del comando imperiale, e che forse solo a quel punto avrebbe capito qual era la missione da portare a termine in quei transienti di frontiera del continuum

I dispacci imperiali

Il cielo si oscura, anzi, scompare, si dissolve e lascia intravedere un lastricato di punti lucenti, più o meno intensi ma tutti estremamente piccoli, che si estendono su un tappeto di assoluto nero, pregno di un freddo intuibile in grado di uccidere al solo pensiero. Sono dentro ad un pozzo gravitazionale, realizzo improvvisamente con un’onda di shock atomico intenso quanto una devastazione; il giardino è una proiezione olografica dei miei ricordi precedenti, estratti con cura ma con immensa fatica durante una seduta di medicina karmica. Sono nato sulla Terra qualche decina di anni fa, ho dimenticato quando esattamente ma il livello d’invecchiamento delle mie cellule indica un’età di almeno cinquant’anni il che, per interpolazione di calcolo sulla base dei miei processi di ringiovanimento, mi fa pensare di averne almeno novanta. Significa che novanta anni fa nacqui dopo aver vissuto altre esperienze, in secoli precedenti, millenni precedenti. Devo aver visto quel giardino in un pre­ciso istante della mia vita psichica anteriore, percepibile adesso perché sono riuscito a collegarmi sul canale energetico ancora esistente dove io vivo, adesso, insieme al giardino stesso.
Un eterno presente. Che condiziona l’eterno presente dove vivo ora, nel pozzo gravitazionale, quassù, tra le stelle.
La scena che vedo rapidamente svolgersi nel giardino è agghiacciante.
Da una siepe che costeggia il recinto della mia modesta dimora fuoriesce un manipolo di predoni, faccia truce, abiti luridi e strappati. Hanno lo sguardo barbaro, gli occhi iniettati di sangue e brandiscono dei coltelli, alla vista assolutamente micidiali. Ho l’esatto tempo di aver paura, panico forse. Mi guardo intorno e scopro che lo stesso terrore assoluto avvolge la mia famiglia.
I briganti hanno dalla loro rapidità e precisione, oltre che la ferocia tipica di chi non ha nulla da perdere se non la fame. Cadono rapidamente i miei due figli, trafitti da colpi di daga sicuramente in dotazione all’esercito imperiale; il sacrificio di mia moglie, che ha parato con il suo corpo il figlio più piccolo, è drammaticamente evi­dente a me che non ho avuto lo spirito, la forza, l’animo di gridarle “ferma, è inutile, salva almeno te stessa”. Ho lo sgomento tipico del condannato a morte, so che ora è il mio turno.

Nel paradigma frattale

L’autore

Sandro Battisti è noto in rete con lo pseudonimo di Zoon. Nel 2004 è stato uno dei fondatori del movimento letterario connettivista e a partire dal 2005 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, noto come Impero Connettivo. Ha vinto il Premio Urania 2014.

Le collane

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Sandro Battisti | I dispacci imperiali
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 127 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-36-3

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Sandro Battisti | Nel paradigma frattale
Prefazione di Lukha B. Kremo
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 142 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-37-0

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1 commento:

  1. I found that Portugal is in fact the most racist place on earth; especially toward African blacks! It's as if they have never seen a black person before and the Portugee culture is not only backwards (as if you steped in a time machine and went to the year 1899) but the citizens where exceptionally ignorant. It was as if you were talking to a wall rather than a human being. The Portugee also seemed to be trapped in another dimension of space and time because they kept on talking and mumbling about the past rather than the present...it was pretty funny actually. I found this website that offers a Dr.'s opinion about the racism in Portugal and why the xenophobic culture is not just promoted within but exported as well to everywhere else they may be living. Strange since i've never heard of racism being described that way before?? Portugal seem to be experts in racism, especially in Canada and the U.S.

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